/ Cronaca

Cronaca | 17 aprile 2021, 13:18

Vent'anni dopo il G8: l'analisi di un fallimento nel libro di Giovanni Mari

Edito da People, il testo, a due decenni di distanza da quei tragici eventi, rielabora quella pagina di storia. Con un'analisi precisa e distaccata di errori e sconfitte che non risparmiano niente e nessuno

Vent'anni dopo il G8: l'analisi di un fallimento nel libro di Giovanni Mari

Venti anni dopo il G8 del 2001 è giunto il momento della presa di coscienza e della rielaborazione. Vent’anni anni dopo che il turbine di quei tragici eventi si è depositato sul fondo della storia, su quella pagina può essere emesso “un giudizio sereno”.

Giovanni Mari, giornalista del ‘Secolo XIX’ (attualmente fa parte dello staff centrale del quotidiano), racconta in un libro, ‘Genova vent’anni dopo’ (edito da People) la storia di un fallimento, e in un’analisi filtrata dal tempo ripercorre i fatti senza risparmiarsi e risparmiare niente e nessuno. Da giovane cronista, testimone in prima linea di quanto avvenuto in quei giorni, decide di rielaborare quella ferita che il G8 ha lasciato in una città messa a ferro e fuoco e senza giri di parole afferma che: “È stato un enorme fallimento pubblico, perché avvenuto alla luce del sole, e del sistema pubblico, che non ha saputo gestire la situazione”.

Sono otto i fallimenti che Mari elenca e analizza nel suo libro: quello degli otto Grandi - “Vengono a Genova a fare un vertice che non conclude nulla su quello che si era prefissato: lotta alla povertà, alle malattie infettive (un fallimento che a sentirlo oggi fa male) e al debito dei paesi poveri”- ; del governo italiano, sia quello di DAlema “che sceglie Genova come sede: una città troppo facilmente raggiungibile e attaccabile e quindi facilmente presa di mira da frange violente” e quelle del governo Berlusconi “che ha gestito male l’ordine”.

In questa analisi non risparmia l’intelligence, che secondo il giornalista: “Non capisce cosa sarebbe successo o non riesce a trasmettere le dinamiche che potevano crearsi”; e le forze dell’ordine, “che sbandano in modo radicale, perché affrontano il G8 come un campo di battaglia militare, non come un servizio di ordine pubblico: dimenticando la difesa del cittadino, agiscono come se fossero in guerra”. E la colpa - dice Mari - “non è dei singoli, ma mancava una regia appropriata: il vertice delle forze dell’ordine ha sbagliato ogni scelta”, e qui l’elenco degli errori è lungo: da quanto successo in piazza Alimonda con la morte di Carlo Giuliani alla ‘macelleria messicana’ consumata nella scuola Diaz, “e dopo non chiedono scusa ma riversano sul mondo una marea di bugie che coprono di vergogna il sistema di sicurezza italiano”, commenta amaro l’autore.

Ma questo insuccesso riguarda anche la politica italiana tutta; la magistratura e non risparmia neanche i mass media: “Il giornalismo ha raccontato i fatti, ma ha ceduto alla paura, e non ha denunciato con abbastanza forza quell’intollerabile sospensione della democrazia che c’è stata attorno al G8: abbiamo dato voce anche ai ministri che mentivano”, analizza a freddo a distanza di vent’anni il giornalista.

E infine c’è il fallimento del movimento no global: “Portava con sé una piattaforma di contenuti formidabili, dai beni comuni alla lotta alla casta, dalla pace all’accoglienza dei migranti, temi ancora tutti aperti che sarebbero un formidabile programma politico, ma se lo sono fatto scippare dal populismo”.

Di tutto questo ancora oggi nei genovesi “resta l’odore del G8 che è l’odore del delitto, della violenza, della persecuzione e della tortura”. La conclusione è amara: “Ne siamo usciti tutti sconfitti e siamo tutti arretrati. Quelle istanze di un mondo migliore sono rimaste al palo, annacquate e disperse. L’esigenza di una lotta alla globalizzazione che stava diventando disumana, ha abdicato a una lotta alla mondializzazione che invece si è sviluppata su radici xenofobe, populiste e sovraniste”.

Rosangela Urso

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium