Municipio Ponente - 20 aprile 2021, 15:30

Area cani a Pegli, il dibattito arriva in Comune

Dopo il ‘giro di vite’ della Polizia Municipale tra piazza Bonavino e Villa Doria, si riapre il tema delle zone per la sgambatura. Lorella Fontana e Mauro Avvenente presentano due interrogazioni. Il Municipio batta un colpo

Ne parla tutta la delegazione. È diventato un caso il ‘giro di vite’ avviato dalla Polizia Municipale in Villa Doria e in piazza Bonavino a Pegli, nei confronti dei possessori di cani. Gli agenti in divisa hanno elevato diverse sanzioni sia per ‘condotta non regolamentare’ degli animali, ovvero perché lasciati senza guinzaglio, sia per la mancata rimozione delle deiezioni.

Sono multe del tutto legittime, in quanto il regolamento da parte del Comune di Genova parla chiaro, ma quello che non è piaciuto ai cittadini è stato un certo tipo di accanimento da parte delle forze dell’ordine, che si sono presentate per quattro mattine di fila.

Nel frattempo, il dibattito a Pegli è molto animato, e come sempre l’argomento cani suscita divisioni e opinioni contrastanti, sia nella vita reale e quotidiana che sui social network. Non è né un problema di multe, né un problema di imporre la sicurezza: perché la sicurezza non andrebbe imposta con metodi coercitivi, ma con delle soluzioni mirate. Per questo, gran parte della cittadinanza è tornata a chiedere la realizzazione di un’apposita area per la sgambatura dei cani.

A Pegli ne esiste una, nella zona della Vetta, quindi in posizione piuttosto decentrata, mentre un’altra in via Cassanello, in corrispondenza dell’argine sinistro del torrente Varenna, adiacente a Villa Rostan, è stata aperta negli scorsi anni, salvo poi essere richiusa in brevissimo tempo e venir riconvertita in posteggio per le automobili.

C’è bisogno di spazi, insomma, e sarebbe giusto che una società civile e un’amministrazione lungimirante si adoperassero per cercarli, perché non è solo attraverso le sanzioni che si raggiunge un determinato obiettivo e questo, peraltro, esclude completamente il benessere degli animali.

I possessori di cani hanno nuovamente alzato la questione e a prendersene carico a livello istituzionale sono stati due tra i consiglieri comunali sempre molto attenti al territorio: Lorella Fontana, capogruppo della Lega a Palazzo Tursi, e Mauro Avvenente, capogruppo di Italia Viva, sempre in Sala Rossa.

Nei giorni scorsi, sollecitata dai residenti, Lorella Fontana ha depositato un’interrogazione con richiesta di risposta scritta. Nel documento, la capogruppo della Lega osserva che “nelle famiglie genovesi, l’adozione di amici a quattro zampe risulta essere in aumento, seguendo una linea direi nazionale”.

Ma fa giustamente notare, a proposito dei possessori di cani, che “spesso il senso civico viene meno, creando non poche criticità lungo i nostri marciapiedi e spesso anche negli spazi adibiti a verde frequentati dai bambini, come ad esempio i giardini all’interno delle ville comunali. Proprio la mancanza di senso civico di taluni determina l’esigenza d’intensificare i controlli da parte della Polizia Locale sui conduttori di cani in merito al rispetto delle regole e delle norme previste in materia specifica”.

Ma perché, oltre alle sanzioni, non si può avviare un percorso mirato a una maggiore responsabilità? Perché, in altre parole, non è possibile creare ulteriori aree di sgambatura per i cani, magari affidandone la gestione direttamente ai cittadini? Gli spazi a Pegli non mancano. La volontà, invece, manca o non manca?

Lorella Fontana è d’accordo: “È evidente che oggi, proprio in virtù dell’aumentata presenza di cani nelle famiglie cittadine, le aree cosiddette di sgambatura cani a disposizione sul territorio genovese sono ormai insufficienti”.

Per questo, attraverso la sua interrogazione, la consigliera comunale interroga l’assessore competente, Matteo Campora, per sapere “se non si renda opportuna, attraverso la collaborazione con i Municipi e coinvolgendo anche le associazioni volte alla tutela degli animali, un’aggiornata mappatura delle attuali e presenti aree di sgambatura cani. Inoltre, sempre attraverso l’ausilio dei Municipi e dell’associazionismo animalista, se sia possibile stilare un elenco di aree, presenti sulle varie delegazioni, che potrebbero essere proposte per essere adibite a sgambatura e far seguire successivamente un incontro tecnico con gli uffici comunali competenti per valutare le fattibilità”.

Infine, “se, anche per quanto attiene una maggiore sensibilizzazione dei proprietari di cani al rispetto delle normative vigenti, sia ipotizzabile una campagna informativa e di educazione su tutti i temi legati al possesso degli amici a quattro zampe”. Lorella Fontana espone un concetto ampiamente condivisibile: è cioè che per arrivare all’obiettivo dev’esserci una regia comune tra Municipi e Comune di Genova, in quanto i Municipi sono gli enti più prossimi al territorio, fatto che spesso rivendicano, e a ragione.

Sulla questione specifica, quindi, che cosa ha da proporre o da dire, ad esempio, il Municipio VII Ponente? Intanto, a livello comunale si è mosso anche Mauro Avvenente di Italia Viva: “Le aree di sgambatura sono assolutamente insufficienti rispetto alle reali e legittime esigenze manifestate dai conduttori. Oltre alla fase sanzionatoria, sarebbe opportuno promuovere, insieme ad Amiu, nuove campagne di educazione ambientale e di sensibilizzazione sulle tematiche afferenti il possesso dei cani”.

Avvenente, già presidente del Municipio VII Ponente nel precedente ciclo amministrativo, auspica “che si renda possibile una più intensa ed efficace collaborazione con le associazioni animaliste e con i comitati e i gruppi cittadini di possessori di cani, affinché si rendano disponibili a mantenere, curare il decoro e la piccola manutenzione delle aree di sgambatura cani, qualora potessero essere realizzate in collaborazione con i Municipi”.

E chiede se “è ancora presente negli uffici comunali competenti lo studio censimento, a suo tempo realizzato, con la finalità di individuare zone dove sarebbe possibile realizzare le aree di sgambatura. E se si ritiene possibile riavviare un confronto con i Municipi per sollecitare tali iniziative”.

Nei giorni scorsi, un articolo di stampa assolutamente fazioso, probabilmente ispirato da qualche esponente di maggioranza, narrava la questione con una superficialità disarmante. Non è questo l’atteggiamento giusto per risolvere i problemi. Il Comune armi meno la propaganda e metta di più la testa a cuocere sulle questioni. Con impegno e con onestà intellettuale. Perché il problema esiste, e non solo nella fantasia di chi possiede cani o di chi non butta giù una multa.

Alberto Bruzzone