/ Attualità

Attualità | 17 maggio 2021, 15:00

Il Covid cede il passo in Liguria, il rapporto tra contagi e popolazione si attesta al 6.675%

Sono 53.170 i casi totali riscontrati nel genovese e ciò significa che il rapporto è al 6,436%

Il Covid cede il passo in Liguria, il rapporto tra contagi e popolazione si attesta al 6.675%

I dati della diffusione del Covid sull’intero territorio ligure sono in calo, il rapporto regionale tra contagi e popolazione si attesta al 6.675%, così come sono in calo il numero dei contagi in provincia di Genova: ieri i nuovi positivi erano 33, numero questo ben lontano rispetto ad aprile o dicembre scorsi: i due mesi più 'neri' per il territorio.

Sono 53.170 i casi totali riscontrati nel genovese e ciò significa che il rapporto tra contagi e popolazione è al 6,436%: in Liguria il dato migliore rispetto alle altre province è nel savonese (5,976%), il peggiore ad Imperia (6,785%) mentre a La Spezia è al 6,189%.

In tutta Italia, secondo il Ministero della Salute, ci sono meno di seimila casi, le terapie intensive e i ricoveri sono ancora in discesa e, per la prima volta da sette mesi, il numero delle vittime per il Covid  nelle ultime 24 ore che scende sotto i cento: sono 93 quelle registrate nel bollettino ed è quindi l'ennesimo segnale del calo della diffusione del virus ma soprattutto dell'efficacia dei vaccini nel ridurre le ospedalizzazioni e i morti. In Liguria, le terapie intensive occupate sono “solo” il 23% mentre quelle per pazienti “non critici” sono il 15%. Nella nostra regione, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, sono 4.282 i decessi, 281 ogni 100 mila abitanti.

In crescita anche i dati delle vaccinazioni in Liguria dove, a ieri, su 837.920 dosi consegnate ne sono state somministrate 783.224 e la percentuale quindi è del 93%. Per quanto riguarda Asl2, i vaccini a mRNA (Comirnaty Moderna) somministrati in totale dall'inizio della campagna vaccinale sono stati 107.740 (ieri 1.020, di cui seconda dose 47.329). Quelli a vettore virale (AstraZeneca) sono stati in tutto 20.372 (ieri 19, di cui seconda dose 8).

Tutti questi dati comunque arriveranno sul tavolo della cabina di regia che ci sarà nelle prossime ore a Palazzo Chigi: se confermati nelle prossime settimane, porteranno alla cancellazione del coprifuoco, una delle misure più significative e controverse di questi mesi. "Con i dati in miglioramento - dice il ministro della Salute Roberto Speranza - possiamo allentare e poi superare il coprifuoco".

Per ora, però, si procederà seguendo la linea della gradualità e della prudenza, come ha ripetuto più volte il presidente del Consiglio Mario Draghi e come ha confermato lo stesso Speranza anche alla luce degli assembramenti che si continuano a registrare nelle città, soprattutto nelle aree della movida come dimostrano le immagini di Roma e Napoli: "dobbiamo proseguire con ragionata fiducia verso le graduali riaperture delle altre attività e questo è possibile grazie alle misure adottate in questi mesi, ai comportamenti corretti della maggioranza delle persone e alla campagna di vaccinazione".

Il tagliando al decreto in vigore dovrebbe dunque portare ad un nuovo provvedimento che sarà operativo dal 24 maggio e che riscriverà tutta una serie di regole e restrizioni. La prima è, appunto, quella che riguarda il coprifuoco: l'indicazione era di posticiparlo alle 23 ma non è escluso che possa essere portato fino a mezzanotte visto il pressing del centrodestra e delle regioni. Una nuova valutazione verrà fatta poi all'inizio di giugno e potrebbe essere quella l'occasione per cancellarlo definitivamente. "E' realistico ipotizzare - sostiene il ministro degli Affari Regionali Mariastella Gelmini - che nelle prossime settimane verrà rivisto".

Il governo dovrebbe dunque decidere anche la riapertura dei centri commerciali nei fine settimana (il 22 o il 29 maggio), quella delle piscine al chiuso, che potrebbe essere il 1 giugno assieme alle palestre, e la ripresa del settore dei matrimoni. La data potrebbe essere attorno al 15 giugno e non è escluso che il wedding sia la prima attività nella quale sperimentare il green pass, le certificazioni che già consentono di spostarsi tra regione di colore diverso. Chi vuole partecipare ad un banchetto dovrà avere il certificato di vaccinazione, di avvenuta guarigione o un tampone negativo effettuato 48 ore prima della cerimonia. Non dovrebbe cambiare nulla, invece, per quanto riguarda la data dei ristoranti al chiuso: potranno riaprire a partire dal 1 giugno, ma è possibile però che il governo decida di consentire l'attività anche la sera mentre al momento il decreto fissa l'apertura dalle 5 alle 18. E se sarà probabilmente superato il divieto di consumare al bancone del bar, non dovrebbe essere modificata la data per la ripartenza delle fiere (15 giugno), dei congressi e dei parchi tematici (1 luglio).

Angela Panzera

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium