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Politica | 20 maggio 2021, 16:57

Caos autostrade, 67 sindaci liguri scrivono al ministro Giovannini: "Consapevoli delle necessità ma anche delle difficoltà del territorio"

Un decalogo di proposte per la soluzione della "grave situazione emergenziale a causa dello stato manutentivo delle tratte autostradali e stradali liguri"

Caos autostrade, 67 sindaci liguri scrivono al ministro Giovannini: "Consapevoli delle necessità ma anche delle difficoltà del territorio"

Sono 67 i sindaci della provincia di Savona e dell'area metropolitana genovese che, preso atto delle sempre numerose criticità sulla rete viaria ligure e dopo averle esposte a diversi enti, hanno preso simbolicamente la penna in mano e hanno deciso di scrivere al neo ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, Enrico Giovannini, per portare alla sua attenzione "la grave situazione emergenziale in cui versano i territori da noi amministrati a causa dello stato manutentivo delle tratte autostradali e stradali liguri" richiedendo "un intervento urgente e decisivo".

Un vero e proprio stato di emergenza palesatosi dopo i controlli predisposti dal ministero a seguito del crollo del Ponte Morandi che, sommandosi a eventi eccezionali come il crollo del viadotto Madonna del Monte sulla A6 o il distacco di grosse parti di calcestruzzo nella galleria Bertè sulla A26, entrambi nel 2019, "hanno letteralmente svelato la decennale mancanza di manutenzioni alle molte infrastrutture che caratterizzano le tratte autostradali dei nostri territori, mancanze già più volte denunciate, durante gli anni" portando all'avvio di decine di cantieri per "un urgente piano di manutenzioni straordinarie".

Ogni cantiere ha però portato con sé, dalla primavera del 2020 fino ad oggi, inevitabili disagi: intere giornate di blocco autostradale con ingorghi e code chilometriche, in autostrada e sulle strade statali o provinciali, sia in riviera che nelle valli dell'interno genovese, "provocando il collasso sociale ed economico dei nostri territori, disagi infiniti per i nostri cittadini, in un anno già segnato da una crisi economica e sociale gravissima e difficile dovuta all’emergenza pandemica", con particolari ripercussioni sulle imprese del turismo, ricordano i sindaci firmatari.

"Siamo consapevoli della difficoltà in cui ci troviamo a causa di questa congiuntura - scrivono i primi cittadini coinvolti - come della necessità urgente legata alla sicurezza che impone i cantieri e le manutenzioni alla nostra rete autostradale e stradale. Siamo consapevoli dell’impossibilità di fermare questo urgente processo di messa in sicurezza che, a causa di negligenze passate, vede il lavoro accumulato da svolgersi tutto nel più breve tempo possibile per evitare tragedie come quella del fu Ponte Morandi".

"Siamo però consapevoli, anche e forse soprattutto, dei volti stanchi dei nostri cittadini e degli operatori economici e turistici dei nostri territori - aggiungono - Come possiamo rimanere senza risposte e solo con disagi che si sommano ad altri disagi? Cosa dobbiamo dire ai nostri cittadini stremati che chiedono una soluzione a quello che si sta configurando come un vero e proprio dramma sociale ed economico?".

Da queste constatazioni i sindaci liguri hanno deciso di stilare un decalogo di proposte culminanti nella richiesta di una "progettazione condivisa e rapida per la realizzazione di soluzioni che decongestionino definitivamente, nel medio e lungo periodo, le tratte autostradali dei territori interessati dal cosiddetto 'traffico merci' in entrata ed uscita dai porti di Genova e Savona". 

Nel documento viene quindi suggerita l'istituzione "di una struttura commissariale, dotata di poteri e risorse straordinarie, che gestisca l’emergenza infrastrutturale della nostra regione" e "di un tavolo permanete di lavoro e confronto sull’emergenza infrastrutturale che comprenda la struttura commissariale, Regione Liguria, Provincia di Savona, Città Metropolitana di Genova e i Comuni sottoscriventi" che porti alla "calendarizzazione degli interventi di manutenzione autostradale e stradale" condivisa.

Fondamentale poi è ritenuto lo sblocco "dei lavori di raddoppio della SS1 Aurelia nelle tratte già cantierate" e della "rapida realizzazione di tutti i cantieri e gli interventi di messa in sicurezza della viabilità sulle strade statali appenniniche, in particolar modo sulla SS456 chiusa da fine 2019" col "trasferimento, alle rispettive amministrazioni competenti, dei fondi necessari per la messa in sicurezza e il completamento dei lavori di manutenzione straordinaria e ordinaria sulle strade provinciali appenniniche", a cui si potrebbe sommare "la predisposizione di eventuali nuove tratte di raddoppio della SS1 che permettano il by pass viario dei centri abitati interessati dalla cronica emergenza infrastrutturale, in accordo con le amministrazioni comunali che ne facciano richiesta".

Anche il trasporto pubblico locale potrebbe portare ad un miglioramento, attraverso "l’integrazione, con fondi straordinari nazionali, delle risorse per il TPL in capo a Regione Liguria, affinché, lo stesso ente regionale possa integrare il contratto di servizio ferroviario con il gestore (Trenitalia S.p.A.) al fine di ottenere un aumento significativo delle tratte orarie sulle linee compresa tra i Comuni di Andora e Genova, Rossiglione e Genova, Cengio/Cairo e Savona e al fine di ottenere rilevanti agevolazioni economiche su abbonamenti e bigliettazione per i cittadini delle comunità locali interessate dai disagi della sopracitata emergenza, con lo scopo di favorire un maggiore utilizzo del trasporto locale ferroviario in luogo del trasporto automobilistico privato".

Per incentivare il turismo e per parziale risarcimento degli utenti potrebbe essere infine interpretata la richiesta di "sospensione dei pedaggi autostradali sull’intera percorrenza delle tratte autostradali dei comuni sottoscriventi fino al termine della sopracitata emergenza", come già richiesto dal consiglio provinciale lo scorso marzo.

Da non dimenticare infine, nell'ambito della viabilità alternativa, la cartellonistica, per il quale le amministrazioni comunali scriventi hanno richiesto il trasferimento di fondi integrativi.

Redazione


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