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Politica | 18 giugno 2021, 15:47

Comitato Liberi Cittadini Certosa: tutti al Castello Foltzer domani 19 giugno per dire no al treno che passa in mezzo alle case e accanto alle scuole

Il presidente del Comitato Enrico D’Agostino: “Non siamo contro il trasporto su rotaie che addirittura incentiviamo, ma prima i cantieri e poi la ferrovia che ci passa accanto generano disagi, abbassano la qualità di vita: si cerchino itinerari alternativi”

Comitato Liberi Cittadini Certosa: tutti al Castello Foltzer domani 19 giugno per dire no al treno che passa in mezzo alle case e accanto alle scuole

“Le abbiamo provate tutte per farci ascoltare, spiegare i problemi che la ferrovia potrebbe creare a Certosa, ma nessuno ci ha ascoltato e risposto e allora abbiamo pensato di organizzare un presidio al Castello Foltzer per informare chi abita nel quartiere. Saremo lì in tanti; alla fine della manifestazione ci metteremo a passare sulle strisce pedonali con calma. Ci dispiace per il disagio che potremo arrecare alla popolazione, ma questo è l’unico sistema per attirare l’attenzione su di noi. Farci dare risposte precise da chi governa e che finora ci ha ignorato”.

Parole di Enrico D’Agostino, presidente del Comitato Liberi Cittadini di Certosa, che esprime tutta la grande preoccupazione di interi quartieri dove dovrebbero passare 42 treni al giorno, in mezzo a case e scuole, con il 10% di questi di trasporto merci considerate ‘pericolose’.

“Ci vuole poco a capire - insiste D’Agostino - la nostra inquietudine e le nostre preoccupazioni”. Ma, spiega il presidente, la gente del posto vorrebbe anche essere informata con precisione su cantieri e progetto. Per ora si tratta infatti di informazioni non del tutto precise. “Per questo abbiamo chiesto incontri con Prefetto, Comune, Regione, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta”, lamenta D’Agostino. Del resto la richiesta appare chiara e giustificabile e non sembra necessitare di risposta difficoltosa o che richiede particolari meditazioni: gli abitanti di Certosa chiedono conferma di questi transiti che implicano qualche rischio e un disegno preciso di cantieri e tracciati. “I soli cantieri prevedono tre anni di lavoro”, fa notare il presidente del Comitato. “Non pochi e ci domandiamo come vivremo questo periodo, come lo vivrà il quartiere, la gente che ci abita”.

Da questo silenzio e scarso colloquio tra istituzioni e popolo è nata la protesta e l’idea del grande presidio di sabato, che inizierà alle 10 del mattino. “Per spiegare alla gente la situazione - ripete come un mantra D’Agostino - e essere uniti per difendere la qualità di vita in zona. Ci è parsa l’unica soluzione; non volevamo ricorrere a manifestazioni di piazza ma ci vediamo costretti a farlo. Come l’iniziativa di percorrere avanti e indietro il passaggio pedonale. Porterà disagi, ci dispiace, ma almeno speriamo che qualcuno o chi di dovere si accorga di noi. Di questo progetto dove il treno passa tra due ali di case in un quartiere dove vivono quasi cinquemila persone e i cantieri che andranno a interferire su scuole materne, asili nido. Non siamo fatti per salire sulle barricate, non ci piace. Ma ripeto che non vediamo altra soluzione per far sentire la nostra voce. Speriamo solo che qualcuno si svegli dopo questa manifestazione e ci dia ascolto e risposte”.

Voce, sottolinea il presidente, che non è solo di protesta ma anche di proposta. “Abbiamo due ingegneri che stanno seguendo il progetto - racconta DAgostino - e hanno presentato osservazioni alla Regione che le ha acquisite. Tanto che è stato ottenuto che sia chiesta la valutazione di impatto ambientale. E questo è già un risultato. Ora aspettiamo il progetto definitivo, dopodiché faremo ulteriori valutazioni ed esprimeremo un parere, pronti a suggerire alternative al progetto dei treni che transitano in mezzo al quartiere. E ci chiediamo se è stato eventualmente studiato un progetto alternativo, che possa superare tutte queste problematiche. Che non penalizzi il trasporto”.

Dal Comitato arriva anche l’assicurazione che “nessuno vuole bloccare il progetto, ma questo deve essere fatto chiedendo un confronto alla gente, parlando con questa. E soprattutto chiediamo garanzie di non essere costretti a subire ulteriori disagi quando questa parte di Genova è già stata provata da molte vicissitudini ad iniziare da ponte Morandi”. Intanto si annunciano iniziative politiche da parte dei Municipi interessati al progetto che sono assicurate come imminentissime.

 

Dino Frambati

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