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Cronaca | 26 giugno 2021, 16:10

Certosa, si apre uno spiraglio per il caso dei treni e cantieri. Asl raccomanda più attenzione

Dopo mesi di metaforici muri che parevano insormontabili, per i cittadini di Certosa si apre la speranza di essere ascoltati. Incontro con il prefetto, dopo che al cantiere di via Canepari è stato imposto di attivare tutte le possibili misure contro le polveri. La battaglia della gente sarà comunque ancora lunga

Certosa, si apre uno spiraglio per il caso dei treni e cantieri. Asl raccomanda più attenzione

Un incontro con il prefetto, venerdì 25 giugno, il giorno dopo il Santo Patrono di Genova. Casualità certamente, ma forse pure bene augurante per il Comitato Liberi Cittadini di Certosa, che attendeva da tempo questa convocazione. Scopo, quello di significare tutto quanto potrebbe costituire il dramma di vivibilità dei prossimi anni per il quartiere, stretto tra cantieri e passaggio treni, la cui portata è ancora tutta da verificare ma genera comprensibile angoscia. 

“Finalmente ci siamo”, esulta Enrico D’Agostino, presidente, appunto, del Comitato Liberi Cittadini di Certosa, che sottolinea come sia un incontro meritato, guadagnato con presidi e iniziative in zona ma soprattutto davanti alla stessa Prefettura

“Ma anche - dice - dopo l’interrogazione presentata in Consiglio Comunale del consigliere Gianni Crivello”. “Al prefetto - annuncia D’Agostino - porteremo tutte le preoccupazioni per questo progetto di Rfi e chiederemo di attivare un tavolo di confronto con il sindaco, il presidente della Regione e i vertici di Ferrovie”. 

In particolare si vuole sapere l’entità del cantieri, la loro durata, quale impatto avranno su territorio, qualità e stile di vita, quotidianità della gente. Ma anche se le ferrovie, come sembra, passeranno davanti al balcone di case che diventeranno con vista rotaie e accanto alle scuole frequentate dai ragazzi della zona. Domande, sottolinea D’Agostino, “poste molte volte ma alle quali non ci sono mai state risposte concrete e precise. Altrimenti non ci saremmo agitati e non avremmo organizzato manifestazioni e iniziative con frequenza e, in qualche caso, anche creando disagi, di cui ci scusiamo, alla gente. Ma del resto era l’unico modo per far capire che ci siamo, esistiamo e abbiamo esigenze e diritti”. 

Ma oltre la visita al prefetto, a dimostrare che i cittadini di Certosa riusciranno quanto meno a farsi ascoltare e a esprimere tutte le loro ansie e i loro motivi di preoccupazione, c’è un’altra notizia importante e che dimostra come le battaglie pervicaci e giuste alla fine possano anche pagare.  

L’intimazione di mettere in opera tutti i meccanismi e le misure affinché ci siano mitigazioni per il problema delle polveri alla ditta che sta eseguendo i lavori a Rivarolo. Molto importante questo, sottolinea il presidente Enrico D’Agostino, mentre ricorda come tale indicazione non sia arrivata a caso ma piuttosto sia frutto, oltre che della solita battaglia, pure di un esposto alla Asl e ad altri vari enti pubblici da parte del Comitato Liberi Cittadini di Certosa il 19 maggio scorso, quando era stato chiesto un intervento ambientale sui cantieri dei sottopassi di via Canepari

In seguito all’esposto c’era stata un’ispezione i cui risultati non hanno tardato ad arrivare. Fatti che finalmente aprono almeno uno spiraglio su quello che è diventato ormai un vero e proprio caso Certosa, dove la gente sta difendendo il diritto a vivere in tranquillità e con qualità di vita degna e pari al resto di Genova. Perché il posizionamento geografico di un quartiere snodo del traffico ferroviario non può essere punitivo per chi ci abita e comunque, fermo restando che Genova e l’Italia hanno necessità di infrastrutture adeguate ai tempi, nessuno degli abitanti contesta questo ma addirittura è favorevole, sta di fatto che quanto sopra può coesistere con vita civile; basta che i progetti siano fatti bene, rispettando ambiente e persone. 

L’incontro con il prefetto e l’intervento di Asl potrebbero rappresentare una svolta nelle questione e indicare sensibilità verso questa. La vicenda appare tuttavia ancora lunga e complessa, ben lontana dalla soluzione. Mentre proprio e ancor più in questa fase i cittadini chiedono vicinanza della città e che la loro voce venga evidenziata quanto più possibile dall’informazione e ascoltata con massima attenzione dalla politica.

Dino Frambati

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