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Attualità | 07 luglio 2021, 22:06

Legambiente cerca 30 volontari per un’indagine sulla salute del Bisagno

Grazie allo smartphone che diventa un microscopio indagheranno lo stato di salute del torrente. È il progetto Vogare, volontariato genovese per azioni resilienti, che intende promuovere attivismo civico e cultura scientifica sul territorio

Legambiente cerca 30 volontari per un’indagine sulla salute del Bisagno

Legambiente cerca trenta volontari per il progetto Vogare, che intende promuovere attivismo civico e cultura scientifica sul territorio per costruire comunità informate che possano facilitare la collaborazione tra cittadini, enti territoriali, enti scientifici, il mondo della scuola e del terzo settore. Un progetto promosso da Legambiente Liguria in partenariato con l’Università di Genova (DISTAV), l’Istituto Nautico San Giorgio di Genova, l’Associazione GAU e il supporto tecnologico della start up Smartmicrooptics, che ha l’obiettivo di promuovere azioni di citizen science tra le generazioni favorendo una cultura di impresa nell’ambito della blue economy.

Il progetto avrà una durata di circa sei mesi e impegnerà i 30 volontari in un’indagine sulla salute del torrente Bisagno e di alcuni tratti di costa con i propri smartphone e tablet che saranno trasformati in utili microscopi. Mentre  l’associazione approfondirà gli aspetti relativi alla gestione del ciclo dei rifiuti effettuando la pulizia del torrente e della sua foce con la collaborazione di Arpal.

"Abbiamo scelto di sviluppare il progetto in Val Bisagno - spiega Santo Grammatico presidente di Legambiente Liguria - perché in questi anni è stata al centro di forti trasformazioni urbanistiche, perché densamente abitata ed è il bacino idrografico che è stato maggiormente esposto agli effetti dei cambiamenti climatici a livello europeo. Le conseguenze hanno avuto evidenti effetti al suolo, sulla tenuta dei versanti, nell’alveo e alla foce del torrente (con la relativa spiaggia) che sbocca all’interno del Santuario dei Mammiferi marini ‘Pelagos’. Inoltre, un torrente è un ecosistema vivo ed è indicativo dello stato di salute ecologica dei territori che attraversa".

Inoltre, nell’ambito dell’economia circolare sarà organizzato con i volontari un tour al Salone Nautico dove i volontari incontreranno le aziende che stanno promuovendo le migliori pratiche in questo campo.

I volontari potranno richiedere di partecipare compilando il form al link: http://volontari.ga entro domenica 18 luglio. Saranno impegnati in cinque iniziative e in due momenti di formazione tra fine luglio e fine ottobre (agosto escluso) e dovranno avere a cuore l’ambiente e il proprio territorio, essere interessati all’ambientalismo scientifico, essere disponibili a seguire il percorso nella sua interezza da luglio a fine ottobre e l’attitudine a lavorare in gruppo. È necessario essere maggiorenni.

Il progetto Vogare intende realizzare una ricerca nell’ambiente marino costiero e torrentizio dei principali organismi viventi che li caratterizzano, con l’obiettivo di analizzarli e classificarli per comprendere la qualità ecologica degli ambienti stessi e il livello della loro compromissione dovuta alla pressione antropica e ai cambiamenti climatici.

Si svolgeranno, insieme ai volontari, attività di laboratorio sul campo grazie alle tecnologie innovative che consentono di trasformare smartphone e tablet in microscopi. Da questa esperienza verrà elaborato un manuale descrittivo degli ambienti indagati con le modalità per leggerli e interpretarli anche grazie alle tecnologie di indagine microscopica e ad un kit che, una volta testato, potrà essere utilizzato dalle scuole, università, enti del terzo settore, centri di educazione ambientale, imprese e cittadini. La pulizia dei rifiuti di alcuni tratti di costa e del torrente Bisagno consentirà di effettuare un monitoraggio e una classificazione scientifica dei materiali post consumo presenti per arricchire le banche dati, in particolare quella dell'Agenzia europea dell'ambiente (EEA) “Marine Litter Watch (MLW)” e dell’Unione Europea “The European Marine Observation and Data Network (EMODnet)”.

Rosangela Urso

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