Politica - 08 luglio 2021, 19:43

A Multedo non servono delfini, ma idee e progetti concreti. E c’è bisogno, soprattutto, di serietà e correttezza

Il sindaco Marco Bucci incontra uno sparuto gruppo di cittadini. Ma l’atteggiamento migliore su autoparco e spostamento di Carmagnani e Superba sarebbe partecipare a un’assemblea pubblica e intervenire in sede istituzionale presso il Municipio VII Ponente

Non bisogna aver fatto gli studi alti, per sapere che il delfino è un mammifero e non un pesce. Ma se il sindaco di Genova parla, a proposito di Multedo, di vasche con i delfini all’interno delle ex cisterne di Carmagnani e Superba, viene proprio da chiedersi se non si tratti di un pesce d’aprile.

È così che il quartiere di Multedo prende l’ennesimo schiaffo, oggi, dopo lo schiaffo preso nei giorni scorsi, con la conferma da parte dell’assessore comunale alla Portualità, Francesco Maresca, che si sta ragionando anche sull’area cosiddetta di Fondega Sud, di proprietà dell’Eni, per creare un autoparco riservato ai mezzi pesanti, evitando che si congestioni il traffico in ingresso ai varchi portuali nelle giornate più intense.

In pratica, i multedesi si dovrebbero sorbire l’ennesima servitù, dopo il porto petroli, la Carmagnani e la Superba, la rimessa di Amiu attualmente installata proprio a Fondega Sud (solo per citare le principali) e, a parziale ricompensa, il primo cittadino di Genova ha l’ardire di parlare di parco urbano con le vasche per i delfini.

Il fatto singolare, è che tutto questo avviene alla presenza di un comitato di multedesi che mai ha mostrato la benché minima venatura critica nei confronti dell’amministrazione e che, per giunta, ha un enorme problema di limitata rappresentatività. Come mai a queste riunioni con gli amministratori comunali non interviene mai l’Associazione Comitato di Quartiere di Multedo, che avrebbe lo stesso titolo per sedere ai tavoli istituzionali, tanto quanto il Comitato Multedo per l’Ambiente?

L’altro fatto singolare è che un gruppo sparuto di persone usi la stampa locale per parlare a nome della cittadinanza. Perché la cittadinanza, con buona pace del comitato che incontra Bucci e anche di quello che non lo incontra mai, nell’ordine: non vuole l’autoparco dei tir a Fondega Sud; non voleva l’inutile e pericoloso semaforo in via dei Reggio, costato quasi centomila euro di denari pubblici; non vuole né riconosce ulteriori margini di trattativa sullo spostamento di Carmagnani e Superba; è assai allergica al fumo negli occhi dei parchi urbani, delle vasche dei delfini e di tante ‘belinate’ che forse soddisferanno la pancia dei visionari, un po’ meno delle persone che da oltre cinquant’anni sono costrette a sorbirsi delle servitù e che sono abituate a ragionare un po’ più terra terra, all’insegna dell’uno vale uno, del due vale due e della balla vale la balla.

Quindi, sarebbe decisamente il caso che, quando pensa di parlare con i cittadini di Multedo, il sindaco di Genova, Marco Bucci, e tutta la sua amministrazione, lo facessero non nel chiuso di una stanza, ma lo facessero in un’assemblea pubblica. E poi, ancor di più, lo facessero nella sede istituzionale del Municipio VII Ponente. Perché non è giusto che i contrasti politici tra un’amministrazione di centrodestra e un Municipio a maggioranza di centrosinistra li paghino i cittadini. Non è giusto che il peso specifico minore rispetto a bacini come Sampierdarena e Cornigliano vada a penalizzare i cittadini. Non è giusto che siano sempre gli stessi cittadini a saldare per tutti, né che il sindaco pensi di aver parlato con Multedo. Perché quando parla di vasche con i delfini e di tante altre castronerie, signor sindaco Bucci, sappia che non ha parlato con Multedo. Quello che ‘sogna’ Multedo è di poter parlare seriamente e apertamente delle questioni. Quello che ‘sogna’ Multedo è sapere che ci sono dei politici capaci di metterci la faccia, andando oltre alla logica del parlare con chi darà sempre loro ragione.

Alberto Bruzzone


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