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Municipio Centro Ovest | 22 luglio 2021, 14:10

Finalmente la pubblica assemblea, il Comitato di Certosa ha vinto la prima battaglia per farsi sentire sul progetto ferroviario

Presenti tutte le parti in causa e le istituzioni, i protagonisti saranno però soprattutto gli abitanti che potranno far sentire la loro voce, chiedere risposte a tutte le preoccupazioni e sapere come sarà il futuro della zona dove abitano

Finalmente la pubblica assemblea, il Comitato di Certosa ha vinto la prima battaglia per farsi sentire sul progetto ferroviario

Se la battaglia è stata dura, insistente e lunga, almeno una prima, piccola ma significativa vittoria la gente di Certosa l’ha ottenuta: una pubblica assemblea con tutte le parti in causa presenti ma soprattutto con la gente interessata dal progetto ferroviario che riguarda Sampierdarena e la Bassa Valpolcevera. Inizio forse di un dialogo che finora non c’è stato, agitando comprensibilmente chi vive in quella parte di Genova e non ha certezza di come sarà il quartiere domani e in futuro.

Treni in mezzo alle case, accanto alle scuole, sotto l’ospedale, treni merci con trasporti di merci a rischio? Pericolose? Persino inquinanti? Sono stati i sussurri e grida che hanno scosso e stanno ancora scuotendo la zona. Vero o non vero, sta di fatto che tutti i quartieri che ruotano attorno al progetto della strada ferrata prossima ventura, vivono l’incubo dell’incertezza.

Da mesi ormai i discorsi sono solo quelli, su cantiere e tracciato perché da questi dipende la qualità di vita di circa trentamila genovesi. Ed è allora comprensibile se nei bar della zona, nelle famiglie, per strada, dal giornalaio o nei negozi, il motivo conduttore sia sempre quello: la ferrovia del Campasso. Dimostrazioni, cortei, presidio davanti a Palazzo Tursi e infine la notizia, prima positiva anche se molto lontana da qualunque soluzione del problema, di un incontro pubblico tanto atteso e invocato.

Ad annunciarlo con email, comunicati, WhatsApp e social è stato Enrico D’Agostino, presidente del Comitato Liberi Cittadini di Certosa, riferendo che c’era stata una telefonata da parte del portavoce del sindaco Bucci, che anticipava l’indizione di quella che D’Agostino ha definito “la tanto sospirata assemblea pubblica che da mesi andavamo richiedendo”.

Pubblica riunione confermata poi in via ufficiale da un comunicato stampa del Comune. “Dobbiamo essere tutti presenti - è il suo accorato appello - per far sentire la nostra voce, dire ciò che pensiamo ed esprimere le nostre idee”.

L’appuntamento è fissato per lunedì 26 luglio alle ore 18,30 presso il Chiostro San Bartolomeo della Certosa, via San Bartolomeo della Certosa 15. “Non possiamo certo cantare vittoria - ammette il presidente del Comitato al fine di non indurre a troppo facili entusiasmi che potrebbero poi venire delusi - perché il cammino sarà ancora molto, ma molto, lungo, questo però è intanto un altro risultato che tutti insieme ci portiamo a casa”.

E quindi ripete per l’ennesima volta quella che pare la parola d’ordine del Comitato di Certosa, diventata in questi ultimi mesi una sorta di mantra: “Ora più che mai non molliamo, facciamoci sentire e andiamo avanti”. Un inno ad esprimere le proprie idee in maniera netta e decisa, una chiamata collettiva a trovare la forza e la coscienza civile di molti cittadini in una zona che non tollera più di essere agnello sacrificale. Zona storica, che merita molto e che è stata pure martoriata dalla tragedia di ponte Morandi. Prevista dunque la presenza di centinaia di persone della zona, mentre il cartello ufficiale delle presenze è d’eccezione e raggruppa davvero tutte le istituzioni in causa. Davanti al popolo della vallata saranno infatti presenti il primo cittadino di Genova, Marco Bucci, e l’assessore della sua Giunta, Matteo Campora, titolare di Mobilità e Ambiente, insieme al Commissario straordinario Terzo Valico, Calogero Mauceri, al direttore investimenti Rfi Vincenzo Macello, oltre ai due presidenti dei Municipi direttamente interessati alle linee ferroviarie, Michele Colnaghi e Federico Romeo, rispettivamente del Centro Ovest e della Valpolcevera.

Dino Frambati

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