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Politica | 23 luglio 2021, 09:12

Bisagno, dopo le proteste, Autostrade non aumenta l'importo degli indennizzi, e c'è il nodo dei proprietari non residenti

Durante l'ultimo Pris si è parlato soprattutto di sicurezza, ma le rassicurazioni del referente del Rina non bastano a rassicurare i cittadini, che vogliono cambiare casa

Bisagno, dopo le proteste, Autostrade non aumenta l'importo degli indennizzi, e c'è il nodo dei proprietari non residenti

Il tavolo del Pris è uno strumento utile, ma siamo lontani dall'accordo in termini di cifre e condizioni che riguardano per esempio chi è proprietario di una casa alle Gavette, ma non ci abita”. A parlare è Roberto D'Avolio, presidente del municipio media val Bisagno, che a La Voce di Genova commenta l'ultimo tavolo insieme alla Regione, Aspi e ai comitati degli abitanti del quartiere che presto sarà interessato dai lavori di manutenzione straordinaria del viadotto.

Gli interventi, che sarebbero dovuti partire oggi, ma che subiranno dei ritardi, andranno avanti per almeno due anni, secondo quanto relazionato dai tecnici. Autostrade, a mo' di indennizzo ha proposto a chi abita in prossimità dell'area di cantiere, 20 mila euro, per le case che si trovano nella cosiddetta zona rossa, e 10 mila euro, che potrebbero diventare 12 mila a chi si trova in zona arancione. Recentemente è stata aggiunta la cosiddetta zona gialla, i cui indennizzi non dovrebbero superare i 5 mila euro, si parla di 2 mila al massimo.

Cifre hanno fatto andare su tutte le furie gli abitanti che martedì sono stati protagonisti di un doppio presidio, prima in Regione, dove hanno dialogato con i capigruppo in consiglio, e poi in Comune, manifestando davanti a Tursi, durante il consiglio comunale. (QUI)

Quello stesso giorno si è riunito il Pris (Programma Regionale di Intervento Strategico), durante il quale il referente del Rina ha spiegato ai presenti come andrà avanti la fase di cantiere, anche in base alle osservazioni fatte dai tecnici di parte dei comitati. Il rischio zero, cioè eliminare ogni possibilità di caduta degli oggetti anche pesanti, già caduti in passato dall'area di cantiere sulle case dei residenti, non esiste, è stato chiarito, ma l'impegno sarà quello di mettere l'area in sicurezza quanto più possibile.

Una rassicurazione che non basta agli abitanti, che chiedono cifre più alte, perché l'intenzione prevalente è quella di cambiare casa, per vivere in un ambiente più sereno, lontani dai cantieri, dai rumori e dallo smog. “Basta case sotto i ponti”, urlavano martedì i manifestanti guidati da Chiara Ottonello, presidente del comitato abitanti sotto il viadotto del Bisagno. Sullo sfondo c'è anche l'ipotesi paventata, secondo cui Autostrade nell'accordo potrebbe inserire la clausola nulla a pretendere, che toglierebbe agli abitanti ogni possibilità di rivalersi in futuro sulla società.

Da affrontare, infine, c'è anche il problema di chi è proprietario di una casa in zona, ma non ci vive. Per queste famiglie non sono previsti indennizzi, non si tiene quindi conto del deprezzamento delle case, e dell'impossibilità, o comunque dell'estrema difficoltà di trarne reddito per gli anni in cui il cantiere sarà attivo 24 ore su 24. Del resto, chi vorrebbe abitare oggi alle Gavette?

Francesco Li Noce

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