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Sanità | 23 luglio 2021, 15:53

Un'arma in più contro il Covid in Liguria: in arrivo il Sotrovimab

Si tratta di un anticorpo monoclonale con maggiore efficacia in vitro contro le nuove varianti

Un'arma in più contro il Covid in Liguria: in arrivo il Sotrovimab

Arriverà in Liguria un nuovo anticorpo monoclonale anti-SARS-CoV-2 denominato Sotrovimab. Si tratta di una nuova terapia, sempre a singola infusione, dotata di una maggiore attività in vitro contro le varianti conosciute.

Il nuovo anticorpo si aggiunge agli altri già disponibili, aumentando le armi terapeutiche a disposizione contro il Covid: “La Liguria è stata la prima regione a impiegare gli anticorpi monoclonali all’ospedale San Martino di Genova - sottolinea Giovanni Toti, presidente regionale ed assessore alla sanità - ed è tra le regioni che ne prescrivono di più in rapporto al numero dei positivi, grazie all'efficace sinergia tra medici ospedalieri e di medicina generale. Grazie a un’efficace lavoro di squadra abbiamo potuto garantire l’accesso a questa importante terapia a tutti i pazienti liguri ritenuti idonei a riceverla dai sanitari”.

"Il ministero della salute - spiega Barbara Rebesco, direttrice delle politiche del farmaco di Alisa - ci ha anticipato che in Liguria ne arriveranno 103. Questo anticorpo si lega a un punto della proteina spike di SARS-CoV-2 che è meno soggetto a mutazioni e i dati provenienti da studi in vitro pubblicati hanno dimostrato che il nuovo anticorpo mantiene l'attività contro tutte le varianti circolanti, compresa quella brasiliana, californiana e non solo”.

La Liguria ha già ricevuto oltre 1.300 trattamenti: “Nella nostra regione, ad oggi, ne abbiamo già somministrati 335 - commenta Matteo Bassetti coordinatore del Diar malattie infettive di Alisa - destinati a pazienti non ospedalizzati, con patologia lieve o moderata, che rientrano nei criteri di eleggibilità stabiliti dall'Agenzia italiana del farmaco. Gli anticorpi monoclonali sono dei farmaci che si utilizzano nelle fasi precoci della malattia, grazie alla sinergia tra i medici di base che intercettano i casi da trattare e ai medici specialisti in malattie infettive che garantiscono l’appropriatezza dei piani terapeutici”.

Comunicato stampa

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