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Municipio Centro Ovest | 04 agosto 2021, 12:50

Papini (Cambiamo) punta il dito contro i troppi minimarket e bar automatici a Sampierdarena: "Creano disordine, assembramenti: si aiuti il commercio storico della zona"

Il consigliere municipale di Cambiamo riporta alla ribalta una questione antica e suscitata dalla gente della delegazione da tempo. La presenza di troppe attività etniche, minimarket e simili, spesso non bene definite. E chiede maggiori controlli

Papini (Cambiamo) punta il dito contro i troppi minimarket e bar automatici a Sampierdarena: "Creano disordine, assembramenti: si aiuti il commercio storico della zona"

La denuncia ufficiale è di questi giorni e porta la firma di Fabio Papini, consigliere in Centro Ovest di Cambiamo, ma la questione è dibattuta da anni: un numero eccessivo rispetto alle effettive esigenze e tempi, di minimarket, automatica bar, che restano aperti anche nel cuore della notte. Ma non solo una ‘invasione’ per Papini, che spazia su molti settori merceologici, spesso sovrapponendoli e confondendoli, ma anche una situazione che pone interrogativi da un milione di euro e dalle risposte difficili se non impossibili.

A farla è lo stesso Papini: “È mai possibile vedere vetrine ricolme di oggetti usati e di mobili di seconda mano, in un magazzino, la cui entrata da su via Carlo Rolando, che merita ben altre vetrine e merci?”. Il consigliere municipale di Cambiamo incalza: è inoltre possibile vedere esercizi commerciali, di cui non si comprende bene quale sia la loro categoria? Identità difficile che estende anche a esercizi pubblici, ritrovi o circoli, “Se tali sono”, chiede Fabio Papini.

Inoltre alcuni esercizi sono quasi dedali, collegati tra loro, secondo Papini, in maniera non giustificabile o almeno poco comprensibile. “Trovo che si stia lasciando troppo a chi non ha nulla da perdere - afferma Fabio Papini - e a cui non interessa il quartiere, ma solo il profitto. Non si possono avere intere vie, con esercizi dello stesso tipo e tenuti in modo indecoroso, sia all’interno che all’esterno. Forse per questo la gente pensa che ci si rivolga più al centro che non ai quartieri di ponente. Eppure, i patti d’area, così come sono stati progettati, hanno fallito! Bisogna rivedere le strategie e ascoltare la gente”.

Appello accorato agli assessori direttamente competenti su questa materia commerciale, Paola Bordilli e Matteo Campora, cui chiede interventi di controllo amministrativo ma anche sullo stato igienico e patrimoniale di tali attività. E perché, rileva ancora Papini, “determinati esercenti possono mettere la verdura esposta fuori dai negozi? Perché possono vendere alcolici, aprendoli, in spregio all’ordinanza? Perché possono crearsi degli assembramenti fuori dagli esercizi sopra menzionati, impedendo di fatto il passaggio ad altri pedoni o bevendo in piazza o nelle vie? E persino portandosi il mangiare da casa per bivaccare in strada, con relativa caduta a terra di rimasugli di cibo?”.

In attesa di risposte, Papini ricorda come la gente della zona abbia, nel tempo, manifestato tutta la sua esasperazione per queste situazioni, restando totalmente inascoltata. Per Papini occorre dare una svolta a questo andazzo, attraverso controlli severi e dettagliati. “Senza questa iniziativa - dichiara l’esponente di Cambiamo - si abbandona a se stessa la zona e ciò è profondamente ingiusto. Piuttosto è assolutamente necessario dare tutta l’attenzione possibile a questo quartiere e a chi ci vive, e in particolare al buon commercio, troppo bistrattato da esercizi che intristiscono il quartiere e creano persino disagio e degrado”.

“A Sampierdarena - indica Fabio Papini - occorrono interventi come per il centro storico; si deve agevolare e aiutare chi ha negozi in affitto. Si deve tutelare il commercio”.

Dino Frambati

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