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Politica | 04 agosto 2021, 13:35

Assistenza sanitaria senza fissa dimora, la proposta della lista Sansa: "Una questione di civiltà"

"Riteniamo dunque doveroso seguire l’esempio di altre Regioni che già provvedono a garantire ai senza fissa dimora questo diritto essenziale alla salute in quanto soggetti più fragili e dalla minore consapevolezza dei loro diritti"

Ferruccio Sansa

Ferruccio Sansa

L'assistenza sanitaria anche ai senza fissa dimora. È questa la scommessa della Lista Sansa che lancia così la sua seconda proposta di legge in pochi giorni, dopo quella presentata dalla consigliera Selena Candia (Fondo Crescita con la cultura)

Primo firmatario della pdl “sull'assistenza sanitaria per le persone senza fissa dimora” il consigliere regionale e capogruppo della lista omonima, Ferruccio Sansa: «Chi non ha una casa sente ancora più bisogno di qualche punto fisso. Di qualcuno che si prenda cura di lui e della sua salute. È una questione di civiltà, così anche chi non ha dimora recupera un nome, torna a essere visibile per la città dove vive».

Una proposta di legge che nata allo scopo di far “comprendere pienamente nell’esercizio di questo diritto alla salute i senza fissa dimora, oggi esclusi dalle liste degli assistiti delle aziende sanitarie regionali”.

«L’articolo 32 della costituzione definisce la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività. In questo momento storico, a causa della pandemia, risulta essere particolarmente sensibile l’esigenza di contemperare questo diritto individuale con la tutela della salute pubblica».

Attualmente, infatti, le persone senza fissa dimora non figurano nelle liste di assistiti delle Asl e non vedono riconosciuto il diritto alla salute a causa di una scelta che è puramente organizzativa. Al contempo, in caso di necessità le stesse persone escluse possono accedere ai soli servizi del pronto soccorso il cui costo è di certo notevolmente superiore.

L’attuale situazione finisce dunque per non garantire un diritto alla salute uguale per tutti e per provocare, in casi di necessità, maggiori costi alla collettività.

«Riteniamo dunque doveroso seguire l’esempio di altre Regioni che già provvedono a garantire ai senza fissa dimora questo diritto essenziale alla salute in quanto soggetti più fragili e dalla minore consapevolezza dei loro diritti. La tutela dei più deboli è anche garanzia per tutti i cittadini che sia tutelato l’interesse della collettività di un efficiente sistema sanitaria in una fase di pandemia», conclude Sansa

Comunicato Stampa

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