Attualità | 20 settembre 2021, 16:21

Suona la campanella dell'anno scolastico sulle note di un motivo musicale nato da un’idea della polizia

S'intitola 'Torneremo a scuola' e racconta le emozioni degli studenti che dopo i mesi difficili della pandemia ripopolano le aule rimaste a lungo vuote

Suona la campanella dell'anno scolastico sulle note di un motivo musicale nato da un’idea della polizia

Nell’anno scolastico appena iniziato il suono della campanella è stato accompagnato dalle note di 'Torneremo a scuola', un motivo musicale nato da un’idea della polizia: arrangiato da Roberto Granata, interpretato dalla Banda musicale della polizia e cantata dai bambini del coro della scuola 'Maria Chierichini' di Amelia con la partecipazione di Red Canzian; racconta in musica le emozioni degli studenti che dopo i mesi difficili della pandemia ripopolano le aule rimaste a lungo vuote a causa del covid.

Oggi finalmente si torna alla normalità anche se bisogna ancora rispettare le misure di protezione anti-covid: parole semplici che toccano il cuore quelle che compongono la canzone scritta da Giuseppe Anastasi, espressione della gioia dei più piccoli e di buon auspicio per il nuovo anno scolastico. La canzone, accompagnata da un video le cui riprese sono state effettuate a Roma nella scuola intitolata a Giovanni Palatucci del quartiere San Basilio, è già intonata da tanti alunni delle scuole primarie e s'appresta a diventare l’inno degli studenti d’Italia.

Ed ecco allora che attraverso il linguaggio universale della musica, la polizia festeggia insieme ai più piccoli il rientro in classe perché da anni è vicina agli studenti attraverso numerose iniziative di prossimità, trasmettendo i valori della cultura della legalità e adottando di volta in volta codici di comunicazione diversi, per intercettare il più ampio numero di bambini ed adolescenti. In questa prospettiva nasce per i piccoli “Il mio diario”, l’agenda scolastica destinata agli alunni delle scuole primarie, giunto all'ottava edizione, mentre ai ragazzi più grandi sono destinate le iniziative 'Una vita da social', Il pullman azzurro' e 'Train to be cool'.

Il personale della Questura di Genova lo scorso mercoledì ha consegnato personalmente 'Il mio diario' ad 88 alunni della scuola primaria di Teglia; alla giornata hanno partecipato anche Leone, Constantin e Nagut, i nostri colleghi a quattro zampe che hanno allietato l’incontro. Complessivamente i diari consegnati a tutti gli alunni che frequentano le classi quarte della scuola primaria sono stati 6.230.

Redazione

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I Vegetti

SINOSSI:
BEPPE e GINO, due tipici vecchietti genovesi, dalla loro panchina, dalla fermata del bus o dall’immancabile cantiere per strada, osservano, commentano e spesso “mugugnano“ sul mondo che li circonda, confrontandolo con quello dei loro tempi.
Gli sketch scaturiscono dalla simpatia e ingenuità dei due personaggi che tentano goffamente di stare al passo coi tempi. Tra strafalcioni, equivoci, modi di dire e un forte accento genovese, Beppe e Gino parlano del mondo che li circonda in svariate location di Genova e della Liguria.

NOTE DI INTENTI:
La serie nasce dall’idea di creare un ponte generazionale tra gli anziani, che vivono in un mondo dove tecnologia e cambiamenti avanzano rapidamente, e i loro nipoti, abituati a tutto questo. Ciò fa sì che i giovani li guardino spesso in modo perplesso, e che questi due mondi siano più distanti di quanto si pensi.
La volontà è quella di creare un punto di incontro culturale: da un lato far familiarizzare gli anziani agli argomenti e al gergo dei giovani (cellulari, app, gadget tecnologici e tutto ciò che essi comportano); dall’altra avvicinare i giovani ad una tradizione fatta di dialetto, modi dire, di una comicità in stile Govi, e di luoghi tipici della nostra regione.
Entrambi questi pubblici hanno qualcosa in cui riconoscersi.
Il pubblico più giovane riconosce Beppe e Gino come i loro nonni, quindi visti con gli occhi ironici e affettuosi dei nipoti nativi digitali, e tramite un format che parla la loro stessa lingua (la webserie). Il pubblico più anziano invece si riconosce nei protagonisti, nel loro modo di fare, di parlare, di ragionare, nelle storie sul loro passato. Entrambi possono trovare un punto d’incontro nei luoghi dove sono ambientate le singole puntate.

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