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Eventi | 04 ottobre 2021, 17:41

Teatro Nazionale di Genova e 'Il mondo che abbiamo': nove spettacoli tra memoria e futuro (FOTO)

Come nove capitoli di una grande storia individuale e collettiva, gli spettacoli raccontano le cicatrici lasciate dagli eventi del G8 di Genova

Teatro Nazionale di Genova e 'Il mondo che abbiamo': nove spettacoli tra memoria e futuro (FOTO)

Dieci ore di teatro per una grande maratona teatrale, nove spettacoli di produzione scritti da autori ed autrici internazionali, presentati in prima assoluta sabato 9 ottobre al Teatro Ivo Chiesa e al Teatro Gustavo Modena nell’ambito del 'G8 project': si apre così la nuova stagione del Teatro Nazionale di Genova nonché la rassegna di nuova drammaturgia internazionale ‘Il mondo che abbiamo’, cuore dell’articolato programma d'iniziative fortemente voluto dal direttore Davide Livermore in occasione del ventennale del G8 di Genova.

Dopo la maratona del 9 ottobre che inizierà alle due del pomeriggio per concludersi verso l’una di notte, la rassegna, curata dal dramaturgo Andrea Porcheddu, proseguirà fino al 27 ottobre proponendo due o tre spettacoli per sera sia al Teatro Ivo Chiesa che al Teatro Gustavo Modena. Per questo progetto il Teatro Nazionale di Genova ha commissionato nove testi a nove drammaturghi tra i più significativi della scena internazionale - Roland Schimmelpfennig (Germania), Nathalie Fillion (Francia), Guillermo Verdecchia (Canada), Fausto Paravidino (Italia), Sabrina Mahfouz (Uk), Toshiro Suzue (Giappone), Wendy MacLeod (USA), Ivan Vyrypaev (Russia) e Fabrice Murgia (Belgio / Unione Europea) - ciascuno in rappresentanza di uno dei “Grandi” presenti al summit del 2001. Agli artisti è stato chiesto non tanto e non solo di ripensare i fatti accaduti nel 2001 quanto piuttosto di riflettere sui primi venti anni di questo nuovo millennio: guardare in prospettiva al passato recente, ma anche porre un’ipotesi di futuro, di sviluppo, di modelli praticabili, con uno sguardo propositivo anche per le nuove generazioni.

Le nove opere, che affrontano con una grande varietà di toni e registri le tematiche emerse dal G8 di Genova riportandole ai giorni nostri, sono state tradotte e affidate a registe e registi italiani: Giorgina Pi dirige ‘Sherpa’ di Roland Schimmelpfennig, Mercedes Martini ‘Our heart learns’ di Guillermo Verdecchia, Serena Sinigaglia ‘Transcendance’ di Sabrina Mahfouz, Thea Dellavalle ‘Change le monde, trouve la guerre’ di Fabrice Murgia, Teodoro Bonci del Bene ‘Dati sensibili: new constructive ethics’ di Ivan Vyrypaev, Kiara Pipino ‘Basta!’ di Wendy MacLeod, Thaiz Bozano ‘Il vigneto’ di Toshiro Suzue, mentre Fausto Paravidino e Nathalie Fillion dirigono i propri testi ‘Genova 2021’ e ‘In situ – Rêverie del XXI secolo’. Come nove capitoli di una grande storia individuale e collettiva, gli spettacoli del G8 Project raccontano le cicatrici profondissime lasciate dagli eventi di Genova 2001 e i cambiamenti della nostra società, cercando di immaginare quale futuro si possa ancora costruire.

Massimo Bondì

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