Politica | 15 ottobre 2021, 18:07

Pegli, il viadotto autostradale di via Cassanello non presenta rischi strutturali

L’assessore comunale ai Lavori pubblici Pietro Piciocchi riferisce una relazione di Autostrade dopo la segnalazione del consigliere Mauro Avvenente: “Ci sono comunque difetti conservativi, ci saranno dei lavori nel 2022”

Pegli, il viadotto autostradale di via Cassanello non presenta rischi strutturali

Il viadotto autostradale che passa sopra a via Cassanello a Pegli presenta “difetti conservativi ma non ci sono problematiche strutturali”: sono queste le conclusioni tratte a seguito dell’attività di sorveglianza sistemica di legge eseguita dall’ente sorvegliante, la Proger spa, secondo la frequenza trimestrale. A fornire quest’informazione è l’assessore comunale ai Lavori pubblici Pietro Piciocchi rispondendo ad un’interrogazione con richiesta di risposta scritta presentata nelle scorse settimane dal capogruppo di Italia Viva a Palazzo Tursi Mauro Avvenente.

Secondo Piciocchi “la struttura, nel suo stato di conservazione, soddisfa la condizione di ‘ponte adeguato’, ai sensi delle linee guida sui ponti che sono attualmente in vigore”; l’esponente della Giunta Bucci cita le informazioni che a sua volta gli sono giunte da Autostrade per l’Italia. L’opera oggetto della richiesta da parte di Avvenente è il viadotto Varenna in carreggiata est lungo l’autostrada tra Genova e Savona. Piciocchi riferisce che “gli ultimi eventi occorsi, il 13 maggio su via Cassanello e il 28 luglio su via Giovanni Guglielmo Longo, hanno riguardato nel primo caso caduta di pietrisco accumulato in zona spartitraffico e, nel secondo caso, caduta di calcinacci da una zona intradossale, alla quale hanno fatto seguito nell’immediato ispezioni approfondite da parte dell’ente sorvegliante, oltre a interventi di pulizia, disgaggio preventivo e installazione di presidi a mezzo di reti”.

Sempre nella risposta al consigliere Avvenente, Piciocchi comunica che “sulla base di quanto esposto, l’intervento conservativo globale dell’opera è stato inserito nella programmazione pluriennale, con data di avvio dei lavori entro la fine del 2022”. Autostrade s’è comunque attivata “per eseguire un intervento locale sulla pila, in adiacenza a via Cassanello, oggetto di ripetute segnalazioni, che sarà eseguito presumibilmente nel mese di ottobre 2021”. Nel testo della sua interrogazione Avvenente ricordava che l’A10 “è un’arteria molto trafficata non solo da veicoli privati, ma anche da numerosi mezzi d’opera e autocarri di notevole peso, pertanto risulta del tutto evidente che la situazione necessiterebbe di tutta l’attenzione possibile”. Le ispezioni ci sono state, il viadotto è sicuro, ma la manutenzione conservativa va comunque eseguita.

Alberto Bruzzone

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SINOSSI:
BEPPE e GINO, due tipici vecchietti genovesi, dalla loro panchina, dalla fermata del bus o dall’immancabile cantiere per strada, osservano, commentano e spesso “mugugnano“ sul mondo che li circonda, confrontandolo con quello dei loro tempi.
Gli sketch scaturiscono dalla simpatia e ingenuità dei due personaggi che tentano goffamente di stare al passo coi tempi. Tra strafalcioni, equivoci, modi di dire e un forte accento genovese, Beppe e Gino parlano del mondo che li circonda in svariate location di Genova e della Liguria.

NOTE DI INTENTI:
La serie nasce dall’idea di creare un ponte generazionale tra gli anziani, che vivono in un mondo dove tecnologia e cambiamenti avanzano rapidamente, e i loro nipoti, abituati a tutto questo. Ciò fa sì che i giovani li guardino spesso in modo perplesso, e che questi due mondi siano più distanti di quanto si pensi.
La volontà è quella di creare un punto di incontro culturale: da un lato far familiarizzare gli anziani agli argomenti e al gergo dei giovani (cellulari, app, gadget tecnologici e tutto ciò che essi comportano); dall’altra avvicinare i giovani ad una tradizione fatta di dialetto, modi dire, di una comicità in stile Govi, e di luoghi tipici della nostra regione.
Entrambi questi pubblici hanno qualcosa in cui riconoscersi.
Il pubblico più giovane riconosce Beppe e Gino come i loro nonni, quindi visti con gli occhi ironici e affettuosi dei nipoti nativi digitali, e tramite un format che parla la loro stessa lingua (la webserie). Il pubblico più anziano invece si riconosce nei protagonisti, nel loro modo di fare, di parlare, di ragionare, nelle storie sul loro passato. Entrambi possono trovare un punto d’incontro nei luoghi dove sono ambientate le singole puntate.

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