Attualità | 16 ottobre 2021, 15:31

La castagnata della Pro loco di Sampierdarena per una domenica di speranza

Iniziativa che avrà luogo significativamente nella storica piazza Settembrini: castagne, vino, panini imbottiti, musica e tanta gente nel rispetto della normativa anti-Covid; per uscire dal periodo buio ma anche valorizzare Sampierdarena

La castagnata della Pro loco di Sampierdarena per una domenica di speranza

Grande festa adeguata alla stagione ma anche sorta di inno ad una tanto agognata normalità ed incontri personali che mancavano da tempo: a Sampierdarena il 17 ottobre su iniziativa dell’attivissima Pro Loco di Sampierdarena e San Teodoro. Fa il suo esordio, infatti, una manifestazione destinata auspicabilmente a diventare tradizione: la Castagnata in Piazza, edizione numero uno, che si svolgerà presso quella piazza Settembrini, attigua a piazza Vittorio Veneto ed esempio di liberty quasi unico a Genova. Piazza peraltro dalla vita travagliata, passata attraverso molte vicissitudini, degrado, persino scontri politici, spaccio di droga, ma che ora gode di un ampio riscatto dopo essere stata sottoposta a interventi di ristrutturazione e pulizia e diventata perciò sede di incontri e manifestazioni come questa.

La Castagnata inizia alle 11 con buoni auspici per chi è goloso ed ama il cibo genuino, ovviamente a fare la parte principale saranno le castagne in grande quantità, ma ci saranno pure ghiotti panini con la famosa Mostardella, innaffiati, senza eccessi, da buona birra, vino genuino e molto altro che non raccontiamo per non rovinare le sorprese. Il tutto avrà un adeguato accompagnamento musicale coordinato dall’abilità del dj Davidino e dall’animazione di Ivanito, due vivaci e simpatici personaggi; la Pro loco assicura che comunque tutto avverrà nel più rigoroso rispetto delle norme anti-Covid.

“È la nostra prima volta - informa Enrico Mendace, presidente della Pro loco Sampierdarena e San Teodoro che copre praticamente tutto il territorio del Municipio Centro Ovest - per cui contiamo moltissimo sulla massima promozione e confidiamo nei genovesi che verranno a trovarci, per dare un appoggio alla nostra Pro loco”. Mendace ringrazia, in una nota di presentazione dell’evento, quelle che definisce “le consorelle di Sestri Ponente, Cornigliano e Crocefieschi per il loro prezioso aiuto” ed auspica collaborazione proiettata nel futuro; ma la sua gratitudine va anche all’assessorato al Commercio “per la preziosa collaborazione tecnica ed al Municipio II Centro Ovest per il patrocinio”.

“Si tratta di una grande manifestazione di popolo - commenta Mendace - che mi pare nasca sotto ottimi auspici e che sicuramente è un inno alla fiducia e alla speranza che il peggio della pandemia sia ormai alle nostre spalle; la Pro loco si propone sul territorio per attuare nuove attività proprio nel quadro del futuro, con auspicio di organizzare nuovi eventi insieme ad altri, di fare squadra tutti assieme: per darci coraggio tutti insieme, uniti, e per uscire da questo brutto periodo della nostra storia”.

Dino Frambati

Leggi tutte le notizie di I VEGETTI ›

I Vegetti

SINOSSI:
BEPPE e GINO, due tipici vecchietti genovesi, dalla loro panchina, dalla fermata del bus o dall’immancabile cantiere per strada, osservano, commentano e spesso “mugugnano“ sul mondo che li circonda, confrontandolo con quello dei loro tempi.
Gli sketch scaturiscono dalla simpatia e ingenuità dei due personaggi che tentano goffamente di stare al passo coi tempi. Tra strafalcioni, equivoci, modi di dire e un forte accento genovese, Beppe e Gino parlano del mondo che li circonda in svariate location di Genova e della Liguria.

NOTE DI INTENTI:
La serie nasce dall’idea di creare un ponte generazionale tra gli anziani, che vivono in un mondo dove tecnologia e cambiamenti avanzano rapidamente, e i loro nipoti, abituati a tutto questo. Ciò fa sì che i giovani li guardino spesso in modo perplesso, e che questi due mondi siano più distanti di quanto si pensi.
La volontà è quella di creare un punto di incontro culturale: da un lato far familiarizzare gli anziani agli argomenti e al gergo dei giovani (cellulari, app, gadget tecnologici e tutto ciò che essi comportano); dall’altra avvicinare i giovani ad una tradizione fatta di dialetto, modi dire, di una comicità in stile Govi, e di luoghi tipici della nostra regione.
Entrambi questi pubblici hanno qualcosa in cui riconoscersi.
Il pubblico più giovane riconosce Beppe e Gino come i loro nonni, quindi visti con gli occhi ironici e affettuosi dei nipoti nativi digitali, e tramite un format che parla la loro stessa lingua (la webserie). Il pubblico più anziano invece si riconosce nei protagonisti, nel loro modo di fare, di parlare, di ragionare, nelle storie sul loro passato. Entrambi possono trovare un punto d’incontro nei luoghi dove sono ambientate le singole puntate.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium