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Politica | 17 ottobre 2021, 15:16

Raccolta firme sui referendum per la giustizia giusta nel carcere di Chiavari (FOTO)

Alla raccolta firme è seguita una visita dell’istituto che con i suoi 55 detenuti si conferma come una delle strutture più vivibili nella regione

Raccolta firme sui referendum per la giustizia giusta nel carcere di Chiavari (FOTO)

Una delegazione del Partito Radicale s’è recata nel carcere di Chiavari per permettere ai detenuti di firmare i sei referendum per la giustizia giusta: erano presenti il consigliere Claudio Muzio (capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale) e l’avvocata Chiara Sciacchitano in rappresentanza della Camera penale della Liguria. L’iniziativa si tiene in tutta Italia e si propone di garantire l’esercizio di un diritto di legge e costituzionale ai cittadini detenuti che mantengono il diritto di voto. Alla raccolta firme è seguita una visita dell’istituto che con i suoi 55 detenuti si conferma come una delle strutture più vivibili e meno problematiche nel panorama delle carceri liguri segnato pesantemente dal sovraffollamento, dalla scarsa attività lavorativa e trattamentale e dalle carenze di organico che riguardano non solo il personale di custodia, quello medico ed educativo, ma anche i ruoli dirigenziali, tanto che ben 3 istituti (Imperia – Pontedecimo e La Spezia) risultano affidati a Direttori di altri istituti.

La situazione più preoccupante è di gran lunga quella di Marassi dove la gestione provvisoria dura con esiti infelici da circa un anno ed è più che mai necessario sia presto nominato un nuovo Direttore di ruolo. A Chiavari l’istituto svolge funzioni prevalentemente di penale e si presenta in buone condizioni, con lavori importanti di ristrutturazione attuati negli ultimi anni, regime di apertura delle celle per circa 10 ore al giorno, notevole attenzione prestata al miglioramento degli spazi comuni, celle in condizioni dignitose (anche se di dimensioni anguste e con presenza di letti a castello), un discreto numero di detenuti (al momento una decina, ma in passato erano il doppio) che fruiscono di semilibertà e lavoro esterno.

Non abbiamo potuto ascoltare le voci dei detenuti a lungo quanto avremmo voluto per farci un’idea completa della situazione e torneremo presto per farlo, ma Chiavari ci è sembrato un buon esempio per quanto riguardo il rapporto con la comunità locale e l’utilizzo delle misure alternative, che potrebbe essere ulteriormente incrementato. Da mettere utilmente a confronto coi problemi che incontra il carcere di Sanremo e con l’infelice proposta di realizzare il nuovo carcere di Savona trenta chilometri dalla città. La raccolta firme sui referendum giustizia proseguirà ancora ai tavoli e presso gli uffici comunali fino alla fine di ottobre.

Comunicato stampa

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