Genova - 03 novembre 2021, 14:30

Genova: davvero una città che sta scomparendo?

Il centro studi di Genova che osa ha proposto un incontro sulla situazione demografica della città, in particolare sulle variazioni della popolazione negli ultimi dieci anni

Il centro studi di Genova che osa ha proposto un incontro sulla situazione demografica della città, in particolare sulle variazioni della popolazione negli ultimi dieci anni. 

La città ha visto una progressiva e costante diminuzione della popolazione residente, da 700mila a 500mila tra il 2011 e il 2021, una riduzione del 6,3%. Una questione che preoccupa la politica locale e che già il sindaco Bucci ha affrontato, sottolineando come il numero di domiciliati, ma non residenti sia in realtà superiore. Effettivamente, concede il relatore Stefano Gaggero, bisogna considerare i non residenti, ma il fenomeno è innegabile e comune ad altre città industriali, e alle loro aree metropolitane.

L'analisi diventa più specifica, zoomando dalla città in generale ai singoli quartieri, con variazioni più estreme, dall'aumento della popolazione di Carignano, superiore al 25%, al tracollo di quartieri come Angeli e Lagaccio con diminuzioni del 18%. Le ragioni sono le più varie, da variazioni del mercato immobiliare a maggiori prospettive lavorative all'assenza o al deterioramento delle infrastrutture.

Andando per temi specifici, vengono presi in considerazioni criteri come l'indice di ricambio tra chi entra nel mercato del lavoro e chi ne esce, andando in pensione (con un indice ottimale di 100, al quale pochissime zone a Genova si avvicinano appena), dove i pensionati che hanno accumulato ricchezza aumentano di nuovo nei quartieri benestanti, mentre i giovani si concentrano nei quartieri centrali e popolari, sovrapponendosi in parte ai dati sugli stranieri. 

Il collegamento immediato riguarda l'invecchiamento della città, con le successive mappe che considerano gli under 35 e gli over 75 e le variazioni di queste popolazioni nel decennio, con la popolazione anziana che attualmente compone il 39% di quella cittadina rispetto a quella giovane al 29% e i problemi collegati della natalità e delle persone sole.  

Infine, i numeri riguardanti gli stranieri. I residenti stranieri sono il 10% della popolazione cittadina, con differenze enormi tra i quartieri, con picchi di 30% nel centro storico e nelle aree popolari della Valpolcevera e percentuali risibili nei quartieri del levante. L'aumento notevole di stranieri giovani e integrati in certe zone, come molti altri cambiamenti demografici, non ha ricevuto adeguate attenzioni dalle giunte che si sono susseguite. Un esempio è l'alta Valpocevera, unico municipio senza alcun istituto superiore nonostante l'aumento notevole di popolazione giovane.

Il prossimo incontro avrà luogo giovedì 4 novembre alle 18, sul tema dell'esclusione del malato dal contesto sociale.

 

Per consultare tutti i grafici rimandiamo al sito del centro studi https://www.genovacheosa.org/centro-studi e a https://public.flourish.studio/story/972467/?fbclid=IwAR0Qs4XNqbgbcN8OAdbi5N5AogW03bC6WkQl9qydGe6NXf0tAifFLe-5ONI

Federico De Salvo


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