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Sanità | 26 novembre 2021, 21:05

Covid 19, la Liguria si conferma zona bianca ma l'incidenza aumenta esponenzialmente. Toti: "Obiettivo 80mila vaccini a settimana"

La fascia di età maggiormente coinvolta in questa quarta ondata è quella dai 6 ai 12 anni: "Per loro chiesto al Gaslini di predisporre una linea di vaccinazione quando avremo via libera"

Covid 19, la Liguria si conferma zona bianca ma l'incidenza aumenta esponenzialmente. Toti: "Obiettivo 80mila vaccini a settimana"

Un aumento dei casi omogeno su tutto il territorio regionale con una crescita esponenziale dell'incidenza a cui ha fatto seguito un aumento costante dei ricoveri. La Liguria, tuttavia, si conferma in zona bianca nel report settimanale della cabina di regia anche se nelle prossime settimane punterà ancora più fortemente sulla campagna vaccinale.

E' questo quanto emerso dalla conferenza stampa settimanale sulla situazione Coronavirus e vaccini nella nostra regione, i cui contorni sono stati delineati dal professor Filippo Ansaldi, direttore di Alisa: "Oggi abbiamo superato i 150 casi ogni 100 mila abitanti mentre si conferma un’incidenza diversa nelle diverse fasce di età: l’estate scorsa era maggiore negli adolescenti mentre in questo momento il driver di infezione è rappresentato dai bambini tra i 6 e i 12 anni, con una incidenza superiore due volte e mezzo a quella nelle altre fasce d'età. Sono in aumento anche le ospedalizzazioni, a fronte di una crescita esponenziale dell’incidenza. La Liguria nell’ultimo report ministeriale si conferma in area bianca, con un rischio moderato".

Ed è il dato sulle terapie intensive, oscillanti da alcuni giorni tra i 18 e i 20 pazienti in tutta la Regione, quello che dà, secondo il direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Policlinico San Martino, il dottor Angelo Gratarola, la cifra dell'incidenza del virus sui ricoveri: "Il 90% di questi pazienti non è vaccinato. Questo dimostra che la popolazione non vaccinata è in realtà fragilissima in questo momento di alta circolazione virale. Si tratta di un problema che, chi non ha ancora aderito alla campagna vaccinale, deve porsi. L’età media è scesa, siamo intorno ai 55 anni. Questo dimostra che la popolazione vaccinata degli ultraottantenni, delle persone più fragili e delle fasce avanzate sicuramente è sfuggita al virus, avendo acquisito un’immunità più importante; immunità che dovrà adesso essere riconfermata attraverso le dosi booster, proprio per evitare che questa popolazione possa tornare ad infettarsi. Questo è ciò che sta avvenendo in questi giorni".

E sui vaccini si è concentrata poi l'attenzione dei conferenzieri. Per quanto riguarda le coperture vaccinali con almeno una dose, Ansaldi ha invece sottolineato come "nelle fasce target che possono avere complicanze si rilevano tassi di copertura pari ad almeno l’85% nei soggetti sopra i 50 anni".

Su dosi aggiuntive e booster "i valori non sono ancora ottimali - ha continuato il numero uno di Alisa - occorre raggiungere tassi di copertura superiori in questi soggetti che possono andare incontro a forme più complicate di malattia. L'offerta vaccinale verrà ampliata: oggi siamo intorno alle 10 mila dosi settimanali e l'obiettivo è quello di arrivare a 80 mila, con un equilibrio tra offerta organizzativa e vaccini disponibili".

Su questo obiettivo si è quindi concentrato il presidente e assessore alla Sanità, Giovanni Toti: “Si tratta di un numero prudenzialmente alto, per garantire a tutte le categorie la possibilità di usufruire della terza dose prima delle vacanze di Natale. A tutte le aziende sanitarie ho chiesto l’apertura delle agende per le prenotazioni dalla settimana prossima per poter soddisfare quelli che immaginiamo possano essere i bisogni, sia di prima che di terza dose, delle categorie che abbiamo censito, in sostanza forze dell’ordine, personale scolastico e tutti coloro a cui scadrà il green pass nel periodo di riferimento. Ho chiesto inoltre a tutti i principali hub vaccinali che venga predisposta una linea a presentazione, senza prenotazione. Ogni azienda sanitaria ne avrà almeno uno. Sarebbe comunque meglio che si passasse attraverso la prenotazione per non ingolfare i nostri centri di prenotazione”.

Il governatore ha parlato anche della possibilità di partire con le vaccinazioni, qualora arrivasse l'ok dell'Aifa, per la fascia dai 5 agli 11 anni: "Ci portiamo avanti con anticipo per essere pronti quando arriverà il via libera e ci verranno comunicati dal ministero i criteri applicativi. La settimana prossima incontreremo i pediatri di libera scelta - continua Toti - e ho chiesto all’ospedale Gaslini di predisporre una linea di vaccinazione per quella categoria, linea di vaccinazione che sarà presente anche in tutte le altre aziende sanitarie liguri, in modo tale che ovviamente per i piccoli soggetti che si vaccineranno ci siano tutte le opportune precauzioni, e ovviamente ci sia tutto l’opportuno supporto informativo alle famiglie".

Ma di che tipo di vaccino verrebbe somministrato ai più giovani? "Si tratta di una nuova formulazione del vaccino Pfizer con un proprio codice colore - ha spiegato Barbara Rabesco, direttore delle politiche del farmaco di Alisa - Nell'adulto la fiala è di colore viola mentre nel bambino tra 5 e 11 anni è di colore arancione e prevede la somministrazione di un dosaggio inferiore. Lo studio che ha portato all’approvazione del vaccino ha dimostrato un'ottima efficacia di protezione del vaccino e un ottimo profilo di tollerabilità. In merito agli anticorpi monoclonali, abbiamo ricevuto oggi un nuovo farmaco che è efficace anche nei confronti delle ultime varianti, aumentando così i farmaci disponibili per la cura del Covid".

"Gli esperti comunque sottolineano come sia una vaccinazione opportuna non solo per ridurre la circolazione, ma perché essendo il virus molto diffuso in quella fascia di età non è escludibile a priori la possibilità di complicazioni, anche se molto meno probabili in termini statistici rispetto alle persone più grandi” conclude Toti.

A chiudere l'appuntamento è stato il professor Matteo Bassetti, esponendo la situazione del San Martino e non solo: "Per quanto riguarda le Malattie Infettive, questa settimana è stata come la precedente: non abbiamo avuto una maggior pressione. Si confermano i dati della scorsa settimana: a stasera, al San Martino, abbiamo 7 Covid positivi, di cui 4 non vaccinati, con un’età media di 62 anni. I vaccinati, invece, hanno un’età media di 80 anni. Quello che dunque stiamo vedendo è che il non vaccinato ha un’età media molto più bassa, infatti la fascia significativa di non vaccinati è tra i 50 e i 60 anni, mentre la vaccinazione, nell’anziano, sembra dare una protezione nei confronti delle forme più gravi".

"Lunedì la squadra delle Malattie Infettive del San Martino tornerà a Masone, in RSA, per somministrare altri 13 trattamenti con gli anticorpi monoclonali, oltre a quelli già somministrati. Lo scopo del monoclonale è infatti quello di evitare la progressione da poco sintomatico a molto sintomatico e, eventualmente, ricoverato" ha poi aggiunto.

"La Liguria si colloca al primo posto in Italia come utilizzo degli anticorpi monoclonali per numero di abitanti. Siamo oggi a oltre 750 trattamenti, molto ben distribuiti su tutte le province. La media di questa settimana dei monoclonali, a Genova, è stata di 5 al giorno. Infine: con Alisa si sta preparando il protocollo di utilizzo dei monoclonali nelle strutture assistenziali, cosicché tutti si possano uniformare" ha concluso Bassetti.

Redazione

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