Regione - 03 dicembre 2021, 14:17

Florovivaismo, si punta sull’innovazione: 6 aziende ingaune testano 6mila vasi biodegradabili e compostabili sul rosmarino

Stafano Mai (Lega): “Il progetto è finanziato con il Psr, con l’obiettivo di provare a posizionarsi sui mercati con un prodotto più accattivante e rispettoso dell'ambiente”

 

Sei aziende ingaune testano ciascuna mille vasi biodegrabili e compostabili sul rosmarino a seguito del progetto ‘Filiera 4.0’ che avevo presentato nel settembre 2020 dopo avere costruito un partenariato con Liguria Digitale, cooperativa l'Ortofrutticola di Albenga e Cersaa. Un progetto che ho voluto fortemente per valorizzare il comparto florovivaistico, che per la Liguria significa circa l’ottanta per cento del Pil agricolo, attraverso nuove tecnologie e strategie di marketing, e che ha ottenuto il finanziamento sulla misura 16.2 del Psr. Provando a lavorare in un'ottica più sostenibile, oggi si cominciano quindi a testare i primi ‘vasi bio’ sul rosmarino”. Così il capogruppo regionale Stefano Mai (Lega), che prosegue: “L'obiettivo è provare a posizionarsi sui mercati con un prodotto più accattivante e rispettoso dell'ambiente, presentandolo magari in anteprima nelle prossime fiere internazionali. Il prossimo passo è l'individuazione di un marchio che possa essere promosso almeno nel Nord Europa e consenta al consumatore di individuare velocemente il prodotto ligure, attraverso l'etichetta e la tracciabilità contenuta in essa”.

Al convegno organizzato ieri ad Albenga si è parlato anche di un altro progetto che è stato finanziato con la misura 16.4 del Psr e che ha portato alla sottoscrizione del primo ‘Accordo di filiera’, fondamentale per mantenere economicamente sostenibile, da parte delle aziende, il prezzo delle nostre aromatiche che non possono e non devono essere svendute”, conclude Mai.

 

 

Redazione


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