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Municipio Valpolcevera | 18 dicembre 2021, 09:50

Ponte Morandi: il crollo, il quartiere, la gente, per la prima volta narrati da 'dentro'

'Storia di una comunità violata' è il primo e unico tra i moltissimi libri scritti sulla tragedia del Morandi, della quale si è detto tutto il possibile, che nasce dalla gente che ci abitava sotto. Fuggita, sfollata, costretta a lasciare il quartiere per sempre

Ponte Morandi: il crollo, il quartiere, la gente, per la prima volta narrati da 'dentro'

Su ponte Morandi, una delle più tragiche e clamorose vicende dell’Italia contemporanea, sono stati scritti migliaia di articoli e una quantità industriale di libri. Mai, forse, un evento, è stato così raccontato. Del resto la sua portata e i 43 morti, uccisi da quel crollo, giustificano tanta attenzione. Racconti fatti però dall’esterno.

Storia di una comunità violata’ è invece un libro testimonianza diretta di chi quegli eventi, l’abbandono precipitoso delle case, li visse in prima persona, vittima o protagonista. Confermano tutto ciò gli autori o curatori, Franco Ravera, presidente del Comitato della Zona Rossa, combattivo e determinato e guida del popolo del Morandi, della gente del quartiere a cavallo tra Sampierdarena e la Valpolcevera, ed Ennio Guerci.

“Navigando su internet - spiega Guerci - mi sono stupito nel vedere quante persone abbiano pubblicato libri o discusso tesi ispirandosi al tragico crollo del ponte Morandi del 14 agosto 2018. Ognuno di loro ha trovato modo di analizzare l’accaduto secondo la propria sensibilità, preparazione professionale, specializzazione degli studi, producendo lavori anche pregevoli. Ma nessuno ha mai raccontato gli avvenimenti e ha descritto come li hanno vissuti gli abitanti del quartiere di via Porro, quelle case dei ferrovieri nate a ridosso della Seconda guerra mondiale o subito dopo, che hanno visto centinaia di famiglie di dipendenti trovare una decorosa sistemazione vicina al luogo di lavoro, dove crescere i propri figli e far diventare quella zona un’oasi felice, un piccolo paesino nella grande città dove tutti si conoscevano ed erano pronti a darsi una mano l’un l’altro”.

Filosofia di vita e linea ispiratrice dell’opera, il cui ricavato andrà tutto a favore di iniziative sul territorio, che specifica e sottolinea ancora Guerci: “È per questi motivi e per mantenere vivo il ricordo di quel tragico evento che la nostra associazione, ‘Quelli del ponte Morandi’, ha deciso di raccogliere fatti, testimonianze, foto per creare un libro che raccontasse cosa era il quartiere delle ‘case dei ferrovieri’ di Sampierdarena, come si è evoluto nel tempo e come ha affrontato dapprima la ingombrante costruzione del ponte Morandi negli anni ’60 e poi le conseguenze del terribile crollo, di come, giorno per giorno, i suoi abitanti abbiano faticosamente affrontato e risolto i mille problemi esistenziali che improvvisamente si erano trovati di fronte dando una prova di coesione, figlia di quell’impronta che i primi ‘colleghi ferrovieri’, che hanno costituito il quartiere, avevano dato”.

Le pagine del libro nascono da un moto popolare perché, fanno sapere Ravera e Guerci, “è una narrazione che ha tanti autori fra gli ex sfollati , ciascuno dei quali ha contribuito con foto, ricordi, impressioni”.

Tanto materiale vero, vibrante che i due curatori hanno messo assieme con pazienza e con la saggezza di chi quegli eventi li ha vissuti sulla pelle. “Abbiamo cercato di evidenziare gli aspetti più significativi di questa vicenda dal punto di vista di chi, in un attimo, era fortunatamente sopravvissuto, ma aveva perso casa, quotidianità e relazioni sociali”. Opera bella questo libro, ricco di saggezza popolare perché genuino, spontaneo, autentico e personale, tanto da rivelare inedite testimonianze di vita, momenti di paura, sconforto, speranze. “Nessuno di noi è uno scrittore o un letterato - confermano i due autori - quindi il valore di quest’opera non sarà certo nella qualità narrativa o nello stile, ma certamente farà conoscere quei fatti e quel territorio, aggiungendo nuovi e veritieri tasselli alla vicenda che ha destato scalpore in tutto il mondo”. Il libro verrà presentato in varie occasioni; si inizia alle 17 di lunedì 20 dicembre presso i giardini Luzzati, presente Luca Borzani, autore della prefazione dell’opera.

Dino Frambati

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