Politica - 21 dicembre 2021, 17:42

Risposte fuori tempo massimo alle interpellanze, Sampierdarena insorge e scrive a sindaco e prefettura

Cinquanta giorni senza risposte alle richieste ufficiali e dal Centro Ovest parte la protesta verso Tursi. Il Municipio chiede spiegazioni e giustificazioni. “Meritiamo rispetto”, dice Maranini

Non arriva risposta all’interpellanza sul cantiere delle Ferrovie in via Ardoino a Sampierdarena? Ed allora in delegazione scatta ancora una protesta e quella che viene considerata mancanza istituzionale è sottolineata da una lettera diretta alla segretaria generale del Comune di Genova, a quella del sindaco e alla Prefettura. “Il decentramento, i Municipi, nell’esercizio delle proprie funzioni di indirizzo, verifica e controllo non possono venire messi impunemente da parte, ci sono dei regolamenti molto chiari che danno 30 giorni di tempo al sindaco o alla sua Giunta per rispondere”, motiva Fabrizio Maranini, presidente Seconda Commissione del Municipio Centro Ovest, che incalza: “Ne sono passati 50 senza che venisse data risposta. Vergognoso perché Sampierdarena, San Teodoro meritano rispetto”.

E Maranini spiega che la delegazione non se ne sta di questo trattamento e chiama ad interessarsene “i garanti della rappresentanza e della democrazia del territorio genovese”. “Mancata ottemperanza al Regolamento Comunale per il decentramento e la partecipazione municipale”, è stata intitolata la lettera, dove si sottolinea come “considerato il regolamento per il decentramento e la partecipazione popolare, alle interrogazioni e alle interpellanze deve essere fornita risposta scritta entro trenta giorni da parte degli assessori comunali competenti per materia”.

Le interpellanze cui il Municipio di via Sampierdarena lamenta mancata risposta sono su “problematiche riconducibili alla presenza del cantiere per il rifacimento della linea ferroviaria Campasso Santa Limbania di Rfi all’altezza di via Ardoino”; poi quella “su fasi attuali, pregresse e future relative al cantiere di costruzione dell’edificio per la grande distribuzione in zona San Benigno”. La lettera di protesta cita puntigliosamente tutti i numeri delle varie normative che regolano il decentramento e la gestione di questo. Tutto ciò tuttavia va inquadrato e non può prescindere dal tumultuoso periodo che sta attraversando la delegazione, sconvolta da ponte Morandi, tragedia dalla quale non si è ancora ripresa, mentre è alle prese con cantieri e ferrovie per infrastrutture utili ma tuttavia invasive per quella parte del territorio, dove sostanzialmente si dice un deciso “sì” al progresso e alle opere utili alla città e al Paese ma per le quali non vuole pagare un prezzo altissimo e che vada a debito di un territorio, creando problemi alla qualità di vita. Questo per spiegare la rabbia che ormai pare pervadere la gente della zona.

 

Dino Frambati


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