Economia - 23 dicembre 2021, 17:00

Natale, l'incertezza sulle misure del governo fa calare le prenotazioni, Cavo (Confcommercio): "Restiamo fiduciosi, ma non bisogna fare confusione"

"Siamo fiduciosi e ottimisti, abbiamo necessità di recuperare i ricavi persi in due anni di pandemia", ha commentato il vice presidente vicario di Fipe Confcommercio

Tra le incertezze dovute all’avanzata della variante Omicron e le misure che il governo si appresta a varare, il settore della ristorazione si prepara a un Natale i cui numeri, seppur in rialzo, non sono ancora a livelli pre pandemia. I ristoratori lamentano un calo delle prenotazioni che potrebbero far oscillare verso il basso le stime calcolate, secondo le quali il Natale a tavola rappresenta circa 7 miliardi di fatturato.

A questo si aggiunge l’ipotesi di super green pass anche per consumare al bancone dei bar, o quella del tampone anche per i vaccinati con seconda dose, che partecipano agli eventi, a partire dal cenone di Capodanno.

Alessandro Cavo, vice presidente vicario di Fipe Confcommercio Genova vede però il bicchiere mezzo pieno, e giudica positiva qualunque misura non porti a un lockdown per la categoria.

Prima di tutto attenderei le decisioni del governo. – spiega Cavo a La Voce di Genova - Più di una volta in passato è stata fatta confusione sulle regole, l’ultima riguarda il limite di quattro posti a tavola nei ristoranti in zona gialla: una bufala che però è stata riportata dai giornali, portando i clienti a rinunciare alle tavolate”.

Per quanto riguarda il Natale, - continua - siamo fiduciosi e ottimisti, abbiamo necessità di recuperare i ricavi persi in due anni di pandemia, secondo il centro studi Fipe Confcommercio, finora è stato recuperato un terzo di quello che è stato perso in due anni”.

Sulle misure, Cavo come detto vuole attendere la decisione finale del governo, ma su quanto fatto finora spiega: “Non ci sono stati cali dovuti al super green pass, attualmente è necessario per poter consumare all’interno, ma non ha scoraggiato i clienti. Se dovesse essere esteso anche per le consumazioni al banco lo troverei poco pratico, ma qualunque misura è sempre meglio del lockdown per la categoria”.

Francesco Li Noce