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Cultura | 13 gennaio 2022, 18:53

Teatro: Giuseppe Cederna con "Le isole del tesoro" il 20 gennaio a Palazzo San Giorgio di Genova per "Capitani coraggiosi"

Il tesoro in un’isola, anzi in due. Con “Le isole del tesoro”, interpretato da Giuseppe Cederna, si apre l’anno 2022 della rassegna “Capitani coraggiosi a Palazzo San Giorgio”

Teatro: Giuseppe Cederna con "Le isole del tesoro" il 20 gennaio a Palazzo San Giorgio di Genova per "Capitani coraggiosi"

Il tesoro in un’isola, anzi in due. Con “Le isole del tesoro”, interpretato da Giuseppe Cederna, si apre l’anno 2022 della rassegna “Capitani coraggiosi a Palazzo San Giorgio”, progetto ideato a e diretto da Sergio Maifredi per Teatro Pubblico Ligure con il sostegno dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e del Comune di Genova, e il patrocinio dell’Accademia Italiana della Marina Mercantile. Giovedì 20 gennaio, alle ore 17, a Palazzo San Giorgio si potrà ascoltare la storia del popolare romanzo di Robert Louis Stevenson intrecciata con quella dello stesso Cederna. È con grande piacere che Teatro Pubblico Ligure segnala come storia e bellezza della Sala del Capitano, dove ha sede la rassegna, come di tutto Palazzo San Giorgio sia stata descritta in dodici pagine dal mensile specializzato “Medioevo” con un articolo di Giacomo Montanari. Il risultato è frutto del lavoro che unisce il teatro alla promozione del territorio e del patrimonio culturale italiano, portato avanti negli anni da Teatro Pubblico Ligure. “Le isole del tesoro” è preceduto alle ore 16,15 da una visita guidata a Palazzo San Giorgio, condotta da Silvia Martini, responsabile Ufficio Relazioni con il Pubblico di Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Visita e spettacolo sono a ingresso libero ma con prenotazione obbligatoria al numero 348 2624922 o a info@teatropubblicoligure.it. La sera stessa, alle ore 21, lo spettacolo andrà in scena al Teatro di Sori per la Stagione Soriteatro 2021/22. Per accedere a Palazzo San Giorgio è richiesto il Green Pass rafforzato ed è necessario indossare la mascherina FFP2.

Dopo “Il vecchio e il mare” da Ernest Hemingway con Roberto Alinghieri e l’Ensemble Hemingway, “La ninfa Calipso”, quinto canto di “Odissea un racconto mediterraneo” con Amanda Sandrelli, “La leggenda del Rex” con Massimo Minella e Franco Piccolo, “Il corsaro nero” con David Riondino, “Le isole del tesoro”, scritto da Cederna con Sergio Maifredi che ne cura la regia, è il quinto appuntamento di una rassegna che ha fin qui sempre riscosso il tutto esaurito. Le isole sono due. Quella inventata dalla fantasia di Robert Louis Stevenson e quella reale, in Grecia, dove Giuseppe Cederna fugge ogni volta che può, per ritrovare il ritmo del respiro, per mantenersi vivo e continuare a sognare. Lo spettacolo è una festa alla gioia di narrare storie, le storie sono luci nel buio. Giuseppe Cederna e Sergio Maifredi intrecciano il racconto di Stevenson con la vita dello scrittore, avventurosa quanto i suoi romanzi, in un gioco di specchi che ci riflette in un labirinto tra avventura reale e letteraria. Un attore è impegnato nelle prove di un nuovo spettacolo, “L’isola del tesoro” di Stevenson, quando, improvvisamente, tutte le date saltano, le tournée si cancellano. Superato il primo smarrimento decide di partire: in momenti come questi la fuga è l’unico modo di mantenersi vivi e continuare a sognare. Parte per la sua isola greca, per ritrovarsi, per ritrovare il lavoro della terra, la bellezza dell’ospitalità mediterranea. E lì, comprenderà che quella è la sua isola del tesoro e che il suo destino, come quello di Stevenson è accendere luci nel buio, raccontare storie. Così riprenderà le prove, trascinando noi spettatori nel ritmo serrato delle avventure di lupi di mare, capitani di lungo corso, pirati e ammutinamenti: una caccia al tesoro in mari lontani insieme al giovane Jim Hawkins, che da semplice mozzo diventa l’intrepido protagonista della spedizione, al feroce e leggendario pirata Long John Silver.

“Capitani coraggiosi a Palazzo San Giorgio” prosegue giovedì 17 febbraio 2022 con l’epica di “Moby Dick”, immensa storia di Herman Melville portata in scena da Corrado d’Elia, impegnato anche come regista. Sarà il capitano Achab, furioso e in cerca di vendetta contro ogni ragione, e anche la balena bianca, simbolo della sua folle caccia e di una ricerca che non finisce mai. Prima assoluta giovedì 10 marzo per Paolo Rossi in “Ventimila leghe sotto i mari” di Jules Verne, autore antesignano di tanta fantascienza, che qui immagina l’esplorazione degli abissi marini a bordo del Nautilus. Rossi ne esalta il senso metaforico, guardandolo con gli occhi di oggi. Secondo debutto giovedì 24 marzo con “Robinson Crusoe” da Daniel Defoe, interpretato da Andrea Nicolini e Alberto Giusta, storia di un naufrago, un eroe moderno campione di resilienza, che si adatta all’isolamento e non smette mai di credere nel futuro né di affidare al mare i suoi sos. Giovedì 31 marzo Moni Ovadia traccia una linea che unisce “Ulisse Achab Noè”, personaggi legati da un sentiero d’acqua in cui rintracciare il pensiero dell’Uomo che attraversa i secoli ponendosi le identiche domande sullo stesso mare, con gli occhi sull’orizzonte e il cuore impegnato in un viaggio infinito. Infine, “Capitani coraggiosi a Palazzo San Giorgio” si chiude giovedì 7 aprile con “Maqroll, gabbiere” di Federico Sirianni, autore e musicista che lo interpreta con Raffaele Rebaudengo alla vilola e alle tastiere e Filippo Filoq Quaglia alle sequenze e al basso, diretti da Maifredi. Liberamente ispirato ai romanzi di Alvaro Mutis da cui già deriva “Smisurata preghiera” di Fabrizio Da Andrè, descriva la figura del marinaio più isolato e cruciale, quello che passa la maggior parte del tempo sull’albero più alto, quello che vede le cose per primo pagando questo privilegio con un’incollocabilità dal forte sapore esistenziale. 

Con il progetto “Capitani coraggiosi a Palazzo San Giorgio” prosegue la riflessione sull’infinito iniziata con la XIV edizione dei “Dialoghi sulla rappresentazione”, dedicati a “L’infinit∞ da Achille e la tartaruga a Leopardi”, che ne costituisce la premessa. A cominciare questo percorso, a Palazzo Tursi e Palazzo Reale, sono stati l’antropologo Marco Aime, il filosofo Ermanno Bencivenga, l’italianista Corrado Bologna e il matematico Piergiorgio Odifreddi. Il viaggio prosegue con il mare nello sguardo dei capitani coraggiosi. 

Redazione

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