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Attualità | 14 gennaio 2022, 15:47

Rapallo, sindacati contro il Comune: "Contagio corre veloce, sfruttare lavoro agile"

Per i sindacati, in questa fase di pandemia è fondamentale tornare allo smart working

Rapallo, sindacati contro il Comune: "Contagio corre veloce, sfruttare lavoro agile"

Sindacati contro il comune di Rapallo per il ritorno al lavoro agile visto l'andamento pandemico.

Paolo Badalini, Carmen Foti e Teresa Marras, segretari territoriali di Uil FPL, FP Cgil e FP Cisl, commentano: "Soffermiamoci sul caso di Rapallo ,225 dipendenti, di cui meno di metà in mansioni con possibilità di smart working da settembre 2020 (prima della seconda ondata) le OOSS e le RSU hanno chiesto continuamente di mettere mano a tutti gli strumenti di flessibilità, anche per non gettare al vento il capitale di esperienza e formazione che durante la pandemia, si era, volenti o nolenti, creato. Invece, si è ignorata ogni istanza, con un silenzio a dir poco imbarazzante da parte di una Pubblica Amministrazione che dovrebbe fare, non solo per legge ma anche per dovere morale, della trasparenza e della comunicazione il suo modus vivendi” concludono.

Basti citare la lettera inviata al Comune il 10 dicembre 2021, che aveva anticipato quel che i Ministri Brunetta e Orlando, in una circolare congiunta del 5 gennaio scorso, richiamavano: "Una delle principali caratteristiche della disciplina oggi vigente per il lavoro agile nella pubblica amministrazione è la flessibilità. Flessibilità ed intelligenza sono i principali pilastri sui quali ciascuna amministrazione è libera di organizzare la propria attività, mantenendo invariati i servizi resi all’utenza".

Basti pensare che oggi chi deve rimanere a casa in quarantena e non ha problemi di salute deve prendere ferie o un permesso Covid decurtato al 50%, con l’unico risultato di avere lavoratori scontenti e lavoro fermo: in nome del 'No allo Smart Working', assunto ideologicamente da questa Amministrazione, purtroppo non l’unica, si fa solo danno. Speriamo che i contagi, catastroficamente più veloci dei pensieri di alcuni amministratori, non rendano vano il “ripensamento” oggi sbandierato. Non vorremmo trovarci nelle condizioni per cui, oltre alla chiusura di molte attività e alla cancellazione di treni e bus di linea, si debba arrivare a dover mettere il cartello “CHIUSO PER COVID” anche nei portoni di alcuni Municipi.

Redazione

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