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Politica | 14 gennaio 2022, 11:31

Giallo sul conteggio dei pazienti Covid: da Toti e Speranza indicazioni diverse

L'annuncio di Toti: "I ricoverati per altre patologie ma positivi non più conteggiati nel bollettino". Poi la doccia fredda dal Ministero: "Ad oggi ancora nessun atto formale"

Giallo sul conteggio dei pazienti Covid: da Toti e Speranza indicazioni diverse

la quarta ondata di contagi sembra vedere una lieve flessione nella curva epidemiologica, ma le conseguenze continuano a pesare sugli ospedali di tutta Italia, traducendosi in un alto numero di ricoveri.

Ma sono davvero tutti malati Covid quelli nei reparti ospedalieri dedicati e che ogni giorno fanno salire le percentuali di occupazione dei posti letto?

La risposta pare oramai essere un secco "no", eppure essendo positivi come tali vengono conteggiati nei bollettini quotidiani e nei conseguenti rilevamenti settimanali circa il monitoraggio della pandemia da cui deriva la "zonizzazione" delle regioni nelle diverse fasce di rischio in base alla percentuale di occupazione dei posti letto nei nosocomi.

Il nodo sollevato dalle Regioni riguarda proprio la computazione dei malati Covid. E su questo la svolta sembra possa essere vicina, anche se sull'argomento tra chi annuncia un cambio dall'1 febbraio col nuovo campo nel bollettino denominato "pazienti Covid ricoverati per cause diverse", e quindi tracciati e trattati come tali ma non conteggiati tra i malati per cui è stato necessario il ricovero a causa del virus, e chi invece tira il freno a mano.

Tra i primi sembrano esserci i presidenti di Regione, col governatore ligure Giovanni Toti che pochi minuti fa annunciava attraverso i propri canali social l'arrivo di una circolare ministeriale proprio come "i pazienti ricoverati nei nostri ospedali per altre patologie che risultino poi positivi al virus ma asintomatici, saranno contati tra i 'casi' Covid ma non verranno conteggiati nel consueto bollettino con cui i territori vengono classificati in zona gialla, arancione o rossa" definendo questa mossa "un nuovo passo verso il buonsenso e la semplificazione, come avevano chiesto le Regioni".

Decisamente più cauto invece il ministero della Salute guidato da Roberto Speranza, pronto a smentire i più possibilisti sulla questione con una secca nota in cui si afferma che "relativamente alle odierne indiscrezioni di stampa, nessun atto formale è stato disposto al momento" dalla propria parte.

La strada verso un cambio nella gestione sembra quindi aperta, ma tutt'altro che tracciata fino al raggiungimento dell'obbiettivo posto dalle entità regionali. Non resta che attendere i prossimi incontri e le decisioni da cabina di regia governativa e Cts.

Mattia Pastorino

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