Politica - 26 gennaio 2022, 15:21

Raddoppio ferroviario a Ponente, Candia (Lista Sansa): "Regione riapra subito il confronto con i territori"

Tra le principali criticità del progetto ci sono la riduzione di stazioni, allontanamento delle stesse dai centri abitati e passaggio dei binari sulla piana di Albenga

“La Regione si attivi subito per riaprire il dialogo con i territori sul progetto del cosiddetto raddoppio ferroviario a Ponente”. Questo l'appello della consigliera regionale della Lista Sansa, Selena Candia, alla luce, anche, delle continue criticità denunciate in questi giorni da associazioni di ambientalisti e di agricoltori, pendolari e sindacati sul tracciato previsto tra Finale Ligure e Andora.

“Raddoppiare l'attuale binario unico, dimostrando interesse per il trasporto ferroviario locale e internazionale (il collegamento con la Francia) è sicuramente un buon proposito per migliorare il servizio – osserva Candia -. Ciò che non va bene è lo spostamento a monte di tutta la sede ferroviaria. Uno spostamento che causa, nel punto più critico di tutto il progetto, l'allontanamento della stazione di Albenga di 5 km dal centro abitato, posizionandola in mezzo alla piana e quindi, causando anche la perdita di diversi ettari di terreni agricoli”.

“Spostare le stazioni lontano dai centri abitati e sopprimerne altre, significa rendere il trasporto ferroviario meno utile e competitivo sia per i pendolari sia per i turisti – spiega la consigliera regionale -. Il tracciato approvato dalla Giunta Toti prevede la perdita delle stazioni di Laigueglia, Ceriale, Loano e Borgio Verezzi e lo spostamento lontano dai centri abitati delle stazioni di Albenga, Borghetto e Pietra Ligure”.

“Operazioni analoghe fatte in passato sulla linea San Lorenzo – Taggia e sulla Andora – Imperia hanno portato alla riduzione del numero complessivo di utenti che usufruiscono del servizio e problemi di degrado e sicurezza per le stazioni decentrate, soprattutto negli orari serali – conclude Candia -. Alla Giunta regionale chiediamo quindi di imparare dagli errori del passato, recependo queste criticità per aprire un confronto vero con i territori che porti ad un progetto funzionale e utile all'utenza”.

Redazione


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