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Politica | 27 gennaio 2022, 16:35

Allungamento del Porto di Pra’ verso Voltri, il Ponente annuncia battaglia

Le ipotesi ventilate sulla stampa cittadina tornano a preoccupare seriamente la cittadinanza. La sezione locale del Pd: “Si rilancia sempre un vecchio progetto”. Filippo Bruzzone: “Abbiamo proposto decine di soluzioni migliorative, mai ci hanno ascoltati”

Allungamento del Porto di Pra’ verso Voltri, il Ponente annuncia battaglia

Le modifiche dei confini del porto container di Pra’ sono un discorso che ritorna ciclicamente e che, ogni volta, allarma la popolazione del Ponente genovese, per la quale le dimensioni dello scalo sono il massimo possibile e sopportabile (e anche già ben oltre).

L’ultima ipotesi, ventilata ieri sulla stampa locale, è quella di un allungamento di duecento metri della diga sul lato di Ponente, il che andrebbe a interessare soprattutto la delegazione di Voltri. La prospettiva è quella di creare maggior spazio sulle banchine, ma anche di creare una sistemazione per il porto petroli, idea che piace all’amministrazione comunale genovese, con in testa il sindaco Marco Bucci.

Se sul fronte di Levante, sino a questo momento, si è riusciti a salvare il litorale di Pegli, altrettanto bisogna tener alta la guardia sul fronte di Ponente, perché anche il litorale di Voltri è importante: stiamo parlando degli unici due accessi al mare dal centro della città e sino ai suoi estremi confini a ovest. Com’è possibile che tutto questo non venga preso in considerazione? Com’è che, ogni volta, ci si riempie la bocca con la volontà di armonizzare sempre più insediamenti portuali e insediamenti abitativi, e poi invece si va avanti su ipotesi contrarie?

Un allargamento del porto di Pra’ sarebbe l’ennesimo sfregio al territorio del Ponente. Si alza l’attenzione da parte del Municipio VII Ponente. La sezione di Ponente del Partito Democratico ha diffuso una nota: “Apprendiamo dalla stampa che la richiesta di Confindustria di un nuovo ampliamento del porto di Pra’ sarebbe ben più che solo una voce che circola. Non solo si starebbe concretamente lavorando a questo progetto, ma il sindaco Bucci sarebbe coinvolto con l’ipotesi di sfruttare tale ampliamento per proporre il trasferimento di porto petroli. Pare inverosimile che, nonostante le centinaia di milioni di euro di investimenti che arriveranno dallo Stato sul Porto di Genova, a partire dallo spostamento a mare della diga foranea, ci sia ancora qualcuno pronto a rilanciare questo vecchio progetto. E ancora più inverosimile che, nonostante tutte le volte in cui il Municipio Ponente e tutto il territorio si sono opposti a queste proposte, ci si trovi nuovamente a doverlo ribadire. Il sindaco Bucci, dopo aver sposato interessi privati contro quelli dei cittadini, concedendo il suo primo via libera alla cementificazione di Vesima, ora vuole dare il suo via anche a nuovi riempimenti? Fermiamo tutto questo”.

A prendere posizione anche il consigliere municipale di A Sinistra, Filippo Bruzzone, che si è già battuto in passato contro le ipotesi di riempimento a mare di ulteriori moduli del porto, specie nella zona di fronte a Pegli Lido: “Ci risiamo. Vogliono allargare il porto di Pra’. Si ripete all’infinito questo schema, con questa amministrazione di centrodestra: a Ponente porto industriale, riparazioni navali e depositi; a Levante si andrebbe a liberare spazio per la cittadinanza. Accrescere le disuguaglianze non è quello che dovrebbe fare una buona amministrazione. Non c’è disegno più ingiusto, non c’è idea più cattiva di quella di continuare in uno schema di città divisa tra cittadini di serie A e di serie D, che di serie B sarebbe fin troppo generoso, visto il modo in cui il Comune si comporta. In questi anni in Municipio ho portato numerose proposte per migliorare la convivenza tra città e porto: quindici diverse proposte, mai considerate. Oggi capisco definitivamente il perché: perché non importa nulla della salute e della qualità di vita delle persone residenti a Ponente. Il nostro territorio, per Bucci e company, funge da magazzino dove scaricare tutto ciò che non vogliono far vedere di Genova. Non possiamo più stare in silenzio di fronte a questo trattamento: il 31 gennaio ci sarà Consiglio di Municipio e sarà mia premura chiedere una presa di posizione forte, che comprenda il coinvolgimento della cittadinanza”.

In quella occasione, infatti, sarà discussa e messa in votazione una mozione che Filippo Bruzzone di A Sinistra ha presentato insieme a Ugo Truffelli del Partito Democratico, a Giovanni Battista Sacco della Lista Crivello e a Fabio Quartino del Gruppo Misto. Nel testo, che ha per oggetto ‘Convivenza territorio e porto’, si impegnano il presidente del Municipio VII Ponente, Claudio Chiarotti, e tutta la Giunta Municipale ad “attivarsi nuovamente con gli uffici preposti al fine di riconvocare nei tempi più brevi possibili il tavolo permanente sul porto; reinoltrare agli uffici e agli enti preposti tutti gli atti fin qui adottati dal Municipio VII Ponente in tema di salute e ambiente, al fine di provare ad avere riscontri fin qui non ancora pervenuti; chiedere nuovamente agli uffici preposti tutte le informazioni mancanti”.

Informazioni mancanti che, nello specifico, risultano essere queste: “Ad oggi non è stato fornito alcun elemento di programmazione al Municipio, circa gli interventi di miglioramento delle cosiddette ‘dune’, né sono state inoltrate informazioni utili e certe circa: il calendario dei lavoro e l’attivazione dell’elettrificazione delle banchine; quanti armatori si sono resi disponibili a dotare di ‘spina’ le proprie navi; se vi siano accordi tra Autorità di Sistema genovese, spezzino, e l’Autorità competente francese, per addivenire a un accordo internazionale di prassi comune circa l’elettrificazione e l’attracco di determinate navi in porto, per quanto attiene l’intero Mar Ligure e la parte nord del Tirreno”.

Alberto Bruzzone


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