"I depositi chimico-petroliferi della Carmagnani e della Superba attualmente ubicati a Multedo, sono snodi logistici in cui vengono trattati liquidi anche molto infiammabili e a rischio esplosioni; in questi snodi i materiali 'passano' dal trasporto marittimo al trasporto su strada e/o ferrovia. Trasbordi simili richiedono operazioni complesse e rischiose, dove l'errore umano può facilmente vanificare le pur stringenti misure di sicurezza previste dalle normative". Lo scrive in una nota Sinistra Italiana.
"Per questi motivi riteniamo che insediamenti di questo genere non debbano mai essere ubicati all'interno di aree urbane, soprattutto se densamente popolate.
Attualmente tali depositi si trovano a Multedo e distano in alcuni punti poche decine di metri dalle case; da moltissimi anni il quartiere richiede giustamente che tali depositi vengano trasferiti altrove. Ultimamente il Comune e l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale (pur con molti distinguo) propongono di spostarli a Sampierdarena, precisamente a Ponte Somalia, su di un area portuale che dista circa trecento metri dalle case del popolarissimo quartiere genovese.
Tale ipotesi ci fa pensare che i proponenti ritengano 300 metri dalle case una distanza sufficiente a rendere sicure le operazioni di trasbordo.
I gravissimi precedenti di incidenti verificatisi in depositi analoghi, indica invece chiaramente che tale distanza non garantisce affatto la necessaria sicurezza.
Insistere su tale proposta significa inoltre mettere in contrapposizione nello specifico i cittadini di Multedo con quelli di Sampierdarena.
Questo è sicuramente il proposito dell'amministrazione Bucci: come giudicare altrimenti la decisione unilaterale del trasferimento, incurante delle forti proteste che hanno unito gli abitanti dei due quartieri interessati contro questa soluzione?
Il solito modus operandi del Novello Doge che fa e disfa a suo piacimento considerando i cittadini alla stregua di sudditi.
Occorre trovare delle serie alternative che vadano incontro alle esigenze dei cittadini di Sampierdarena che da un giorno all'altro si vedrebbero costretti a convivere da vicino con un potenziale, enorme rischio.
Lo stesso dicasi per i cittadini di Multedo che, ormai da anni, con questo rischio ci devono convivere, in un'area peraltro già fortemente problematica riguardo la situazione ambientale.
Bisogna invece evitare di mettere in contrapposizione abitanti e lavoratori, evitare di porre ultimatum né tanto meno ricatti lavorativi.
Per sua natura Sinistra Italiana è vicina al mondo del lavoro in tutte le sue emanazioni e componenti; un settore centrale nella vita di ognuno di noi, che cercheremo sempre di tutelare da qualsiasi attacco che miri a ridimensionarlo
Tuttavia il lavoro non può essere mai sganciato dalla sicurezza e dalla convivenza armonica con tutto ciò che lo circonda.
Per questo rigettiamo con forza le istanze di chi il mondo del lavoro ha sempre cercato di indebolirlo e metterlo in contrapposizione.
A tal proposito, registriamo per esempio il fatto che il trasferimento dei depositi, in termini di posti di lavoro, danneggerebbe chi attualmente lavora a Ponte Somalia rispetto a chi lavora a Multedo.
Per Sinistra Italiana Genova sembra evidente che ancora una volta si cerchi di risolvere un problema mettendo uno contro l'altro sia diritti (la sicurezza contro il lavoro) che cittadini di quartieri diversi.
Per tutti questi motivi ribadiamo con forza il nostro no ai depositi costieri di prodotti chimici ubicati all'interno delle aree urbane, ovunque esse si trovino.
L'unica soluzione percorribile è la chiusura dei depositi di Multedo e la completa e integrale ricollocazione dei lavoratori in altre realtà produttive; esistono precisi strumenti legislativi che si possono utilizzare a questo scopo.
È l'ora di smetterla di porre in contrapposizione i lavoratori o i cittadini di diversi quartieri; bisogna finirla di prefigurare uno sviluppo economico che non tenga conto dell'ambiente e della qualità di vita dei genovesi.
Pensare di incentivare il business portuale mettendo a rischio il tessuto abitativo ed economico di un'intera area significa avere una visione distorta della propria città, una visione improntata solo sul mercato e sul profitto, quindi lontanissima dai bisogni della gente".