Sit-in di protesta contro il cosiddetto 'lockdown' dei boschi deciso per l'epidemia della peste suina. Ad annunciarlo con un post su Facebook, è il gruppo di amanti dell'outdoor 'RudeBikers Genova', che dà appuntamento per sabato 19 febbraio.
"Care/i amiche/i amanti dell'outdoor,
mai avremmo potuto immaginare di trovarci un giorno in questa situazione surreale! A causa della peste suina, trasmissibile solo tra cinghiali e maiali, sono state adottate da parte delle istituzioni delle limitazioni che ci lasciano francamente senza parole, e poco comprensibili: perché non realizzare dei cordoni sanitari in prossimità degli allevamenti di maiali (in Liguria molto pochi e di piccole dimensioni) evitando così chiusure ingiustificate e selvagge?
Impedire completamente lo svolgimento di ogni attività outdoor su un territorio così vasto come quello della città metropolitana genovese (non tutta a dire il vero, stranamente Portofino rimane esclusa), è una inaccettabile privazione per chi, come noi, vive il nostro territorio in modo attivo, anche in termini di cura e manutenzione.
Questo divieto, fatto indistintamente su tutto il genovesato ci fa pensare per l'ennesima volta che le istituzioni che ci governano siano ben distanti dal conoscere il nostro territorio, e soprattutto non tengano minimante in considerazione quanto sia importante per le persone, soprattutto dopo due anni di restrizioni covid, concedersi una pausa rigenerante nella natura. Se realmente ci fosse la consapevolezza da parte dei nostri politici di quante persone praticano outdoor sul nostro territorio e tutto quello che questo divieto significa per l'indotto ad esso collegato, non solo non avrebbero chiuso tutto, ma si sarebbero prodigate per censire e garantire che queste attività venissero incentivate nel loro svolgimento.
Auspichiamo che velocemente vengano ridimensionati i divieti permettendo, per esempio, la possibilità di percorrere i sentieri vietando magari di uscire dai confini di quest'ultimi. Come Gruppo ci rendiamo disponibili ad un confronto, anche per valutare propositivamente un nostro impegno come ad esempio la segnalazione alle autorità di eventuali carcasse di cinghiali.
Volutamente ci asteniamo da fare considerazioni scientifiche o tecniche che non ci appartengono, però vorremmo che gli interessi economici non prevalessero sui diritti e sulla qualità di vita delle persone. Per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sul tema sarà organizzato un sit-in di protesta in piazza De Ferrari per il giorno sabato 19 febbraio alle ore 10.