Municipio Valpolcevera - 02 marzo 2022, 16:10

Gli incontri tecnici non chiariscono i dubbi, la rabbia di Certosa è ormai a un punto di non ritorno

C’è esasperazione dopo l’ennesimo incontro sul nodo ferroviario che, a parere della gente, non ha chiarito nulla. Appello alla politica: “Vogliamo un incontro con assessori ed esponenti politici che risponda finalmente alle nostre domande”

Il tempo della pazienza pare finito per i cittadini di Certosa, arrabbiati, frustrati dal disagio e preoccupati da mancanza di risposte precise, di sicurezze sul loro futuro e durante i cantieri per ferrovie e metro, anche dopo e nonostante un incontro con tecnici del Comune e rappresentanti di aziende che stanno lavorando al nodo di Genova. Folta partecipazione e coro di domande e proteste, innanzitutto lamentando mancanza di risposte precise alle domande tecniche sui lavori.

“I disagi del cantiere metro a si sommano a quelli delle ferrovie; i nostri appartamenti si svalutano a vista d’occhio e di giorno in giorno, non stiamo ottenendo rimborsi equi e temiamo persino per la stabilità dei palazzi stessi”, hanno detto a gran voce, evidenziando tuttavia solamente una parte delle preoccupazioni.

Altri elementi di contestazione la costruzione della stazione in via Palli, che cancellerà circa cento parcheggi dall’apertura del cantiere che non verranno mai più ripristinati, mentre sono già svaniti nel nulla quelli di via Vedovi e via Mansueto e analoga fine si prevede per quanto riguarda via Castelluccio.

Proteste, ma anche richieste, sui posteggi, a iniziare dall’area ex rimessa/officina con accesso da piazza Facchini, che misura 27.700 metri quadrati. “Ma il Comune - sottolinea il presidente del Comitato di Certosa, Enrico D’Agostino - ne ha ottenuti solo 2500, pari a circa 100 posti auto, 2 posti per disabili e 14 per le moto. Un numero decisamente insufficiente. Ed inoltre dovrebbero essere pronti dal primo aprile, ma non sappiamo se saranno riservati ai residenti delle vie sopra indicate. Sembra ora che il Comune stia approfondendo il percorso per acquistare un’area consigliata dal Municipio di circa 15 posti in via Piombelli”.

Altro punto critico via Castelluccio, strada che verrà interessata per circa tre mesi dalla chiusura alle auto, con il solo accesso pedonale lungo i palazzi, da un cantiere che dovrà, a motivo dei trivellamenti, erigere palificazioni per un nuovo muro di sostegno a soli 3 metri e 5 centimetri dai portoni. In questo caso la ditta costruttrice, su indicazione del Comune, ha pensato a un nuovo accesso temporaneo sulla ferrovia, con entrata all’altezza della scaletta che si trova prossima ai civici 2 e al 15 rosso, e uscita, invece, davanti al cancello del civico 4 e ad alcuni garage. Il tutto sarà regolato da un semaforo.

“A fine lavori però - insiste D’Agostino - lo spazio per i parcheggi non ci sarà più e la vita per i residenti diventerà impossibile. A parte poi che le trivellazioni comporteranno delle vibrazioni anche forti. Per questo i tecnici stanno visitando casa per casa, fotografando gli interni, verbalizzando lo stato dell’appartamento con lo scopo di poter verificare, a lavoro ultimato, se sono stati prodotti danni, che, nel caso, saranno a carico del costruttore. E saranno posti sensori sui quattro muri perimetrali, sulle pareti per la verifica della verticalità delle pareti, con controlli settimanali sui palazzi vicini al cantiere. Noi, come Comitato, chiederemo che la lettura di questi dati possa essere messa a disposizione degli abitanti dei civici interessati”.

Il commento finale del presidente pare comunque improntato all’amarezza e alla rabbia: “Non ci pare proprio che lo sforzo dei tecnici del Comune e della ditta per dare risposte abbia portato tranquillità ai residenti, anche perché certe risposte devono arrivare dalla politica. Da un anno cerchiamo di rappresentare al Comune, attraverso lettere e manifestazioni, i pesanti problemi che questo progetto comporta e la necessità di dare informazioni più precise al quartiere. Ora le mancanze cominciano a venire alla luce. Devono essere studiate soluzioni più efficaci. È irrimandabile un incontro pubblico tra cittadini ed assessori competenti per avere risposte, garanzie e per cambiare le cose sbagliate di questo progetto”.

Dino Frambati