Eventi - 10 marzo 2022, 13:35

Genova celebra Giuseppe Mazzini a 150 anni dalla sua morte: serie di iniziative in programma dal 10 al 17 marzo

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Genova celebra Giuseppe Mazzini a 150 anni dalla sua morte, con una serie di iniziative che si svolgeranno dal 10 al 17 marzo.

«Le Giornate mazziniane si apriranno il 10 marzo, data in cui Mazzini morì a Pisa, e proseguiranno sino al 17, giornata nazionale della Costituzione, dell’inno e della bandiera – spiega l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso – Questi eventi daranno il via a un percorso di riflessione e memoria sulla figura del patriota genovese, che si concluderà il prossimo anno e che prevede celebrazioni in tutta Italia con la regia del Comitato Nazionale per i 150 anni della morte di Mazzini, istituito dal ministero della Cultura».

Si inizia dunque giovedì 10 marzo alle 10.30 al Museo del Risorgimento, con l’annullo filatelico di uno speciale francobollo che Poste Italiane dedica a Giuseppe Mazzini e che verrà illustrato da un esperto del settore. L’evento si svolgerà in contemporanea a Pisa.

A seguire, un’inedita analisi grafologica sulle lettere di Mazzini a cura di Maria Teresa Morasso, che metterà in luce le caratteristiche più nascoste della personalità di questo eroe del Risorgimento.

Verrà poi presentato il breve percorso espositivo dedicato alle lettere autografe conservate in gran copia nel museo. In sottofondo le note della chitarra di Mazzini, anch’essa conservata in museo e suonata dal maestro Josè Scanu.

Nell’occasione verrà anche lanciata una collaborazione tra il Museo del Risorgimento e l’Accademia delle Belle Arti di Genova, che vedrà le due realtà impegnate in un percorso di rivisitazione del logo e dell’immagine grafica dell’Istituto Mazziniano e del Museo del Risorgimento.

Attraverso un concorso rivolto agli studenti, la figura del Mazzini sarà ripensata e attualizzata nell’elaborazione di un nuovo simbolo che restituisca con immediatezza la straordinaria contemporaneità del pensatore rivoluzionario genovese.

 

Lunedì 14 marzo alle 20, le celebrazioni proseguono al Teatro Carlo Felice.

Sarà protagonista la Filarmonica Sestrese, che presenterà il Concerto per il 150° anniversario della morte di Giuseppe Mazzini. Sul palco il soprano Elisabetta Isola e il pianista Alberto Perfetti, diretti dal maestro Matteo Bariani, si esibiranno in brani legati alla nascita dell’Unità d’Italia.

Ospite della serata, la cantautrice Maria Pierantoni Giuia.

Ingresso libero fino a esaurimento posti, nel rispetto delle vigenti normative anticovid.

La settimana mazziniana si concluderà il 17 marzo al cimitero monumentale di Staglieno. Alle 10 sulla tomba di Mazzini verrà deposta una corona. Ad accompagnare la cerimonia, l’inno nazionale eseguito dalla Filarmonica Sestrese che, ricordiamo, fu il primo coro musicale a suonare l’inno di Mameli al suo esordio, nel 1847.

In questo 150° anniversario, la cerimonia a Staglieno è particolarmente significativa: Mazzini morì a Pisa ma la sua salma venne trasportata in treno nella sua città natale, che la accolse con un bagno di folla e la accompagnò al cimitero di Staglieno, dove è tuttora tumulata.

Tutti gli eventi mazziniani sono stati organizzati con il supporto di AMI, Associazione Mazziniana Italiana.

 

Le lettere di Mazzini

Le lettere furono per Mazzini uno degli strumenti più importanti della sua attività politica e rivoluzionaria. Attraverso la posta, infatti, Mazzini poteva tessere le fila delle attività condotte dai suoi numerosi collaboratori in Italia e all’estero.

Esiliato e per gran parte della sua vita costretto a nascondersi, il patriota occupava la maggior parte del suo tempo a scrivere missive per divulgare il suo pensiero e coordinare i movimenti politici e operai che fiorivano attorno ai suoi valori liberali e patriottici di giustizia sociale.

Molte delle sue lettere giunte a destinazione nelle mani di qualche fedele collaboratore venivano poi divulgate verbalmente o recapitate a mano ad altri destinatari.

Così attraverso le poste Mazzini seppe guidare a distanza i moti del risorgimento italiano tenendo vivi i suoi insegnamenti.

Osservando la ricca collezione di epistole mazziniane conservate nell’Istituto Mazziniano genovese, si notano in particolare due caratteristiche singolari. Le lettere di Mazzini sono per la maggior parte scritte su carta velina. La carta velina, nata in Inghilterra con il nome di wovepaper (carta tessuta) negli ultimi decenni del 1700 e diffusasi in Francia con il nome di velin, si afferma in Italia a partire dal 1800.

Le sue caratteristiche la rendono il supporto ideale per le comunicazioni cospirazioniste dei rivoluzionari risorgimentali. La letteratura racconta ad esempio che Antonietta De Pace, la quale collaborò ad associazioni cospirative meridionali quali l’Unità d’Italia, la Setta carbonico – militare e il mazziniano Comitato segreto napoletano tenendo i rapporti fra il Mazzini e l’alta borghesia dissidente del Regno Borbonico, al momento del suo arresto avvenuto nel 1855“tolse dal petto due proclami di Mazzini, ne fece una pillola, poiché Mazzini usava la carta velina, e in faccia a loro li inghiottì”, dicendo ai poliziotti che si trattava di un medicinale.

Anche la grafia di Mazzini risulta molto singolare, fitta e minuscola, con caratteri che a prima vista risultano quasi crittografati rendendola quasi illeggibile ad un lettore che non ne fosse avvezzo.

L’Istituto Mazziniano custodisce e conserva un patrimonio di centinaia di lettere nelle quali Mazzini conversa, fra i molti, con Giuseppe Garibaldi, Camillo Benso di Cavour, Goffredo Mameli, Filippo Bettini, Carlotta Benettini, Carolina Celesia, Elia Benza, Felice Dagnino, Giovanni Ruffini, con le Società e Conferedrazioni operaie genovesi…Le lettere restituiscono un vivo spaccato storico di valore inestimabile per comprendere e tramandare i pensieri e le azioni che hanno condotto alla nascita d’Italia.

Nell’epistolario mazziniano, ricchissimo ed edito nelle edizioni di scritti del primo novecento, meritano una particolare menzione le bellissime lettere di carattere intimo e personale del Mazzini indirizzate principalmente alla madre, figura che lo guidò spiritualmente per gran parte della sua vita, e alla sua amata Giuditta Sidoli, la donna dalla quale Mazzini ebbe un figlio.

Queste corrispondenze ci mostrano l’uomo che si cela dietro al pensatore, e sono quanto mai preziose nell’anniversario della sua morte per ricostruire la memoria di un eroe complesso, capace di grandi slanci emotivi e segnato da una profonda umanità.

 

La chitarra

Gli intermezzi musicali proposti prevedono l'esecuzione di opere di Rossini, Paganini e Verdi, tutte e tre gli autori legati alla vita di Mazzini ognuno per vari aspetti, dalla citazione nella filosofia della musica dell'opera di Rossini - come autore italiano legato però all'ancien regime - di Verdi- come vero autore risorgimentale e rivoluzionario - sempre nella Filosofia della musica, per finire con il genovese Paganini, di cui il Mazzini contestava l'assoluta indifferenza al movimento risorgimentale italiano, ma genovese di nascita come il Nostro. Senza dimenticare che lo stesso Verdi aveva preso casa a Genova per passare gli inverni e Paganini e Rossini erano grandi amici.

Nella breve citazione rossiniana, si toccherà inoltre anche un altro illustre ligure, Felice Romani, librettista di fama mondiale, le cui spoglie sono vicine a quelle di Mazzini a Staglieno e autore di libretti di enorme successo.

Quelli proposti il 10 marzo sono brani che il Mazzini senz'altro conosceva e suonava con il suo strumento, di cui era cultore e forte appassionato.

Nicolò Paganini - Sonata n 1 e Sonata n. 15 con Perigordino dalle 37 Sonate per chitarra sola

Nicolò Paganini - Ghiribizzi per chitarra

Mauro Giuliani - dalla Rossiniana n. III op. 121: Il Quintetto da "Il Turco in Italia. atto secondo - libretto di F. Romani

Johann Kaspar Mertz, Giuseppe Verdi - I Vespri Siciliani- open revue n. 31

 

Comunicato Stampa