Attualità - 05 aprile 2022, 07:00

E' iniziato il Ramadan, la moschea di via Pre' aperta ai fedeli, "Ma non a chi spaccia, loro non sono musulmani"

A Genova sono circa quindicimila i musulmani, ma non tutti sono praticanti: “Noi non contiamo quelli che spacciano e quelli che si ubriacano, loro non rispettano le regole”, spiega un fedele presente in moschea

Preghiera alla Darsena (Foto tratta dalla pagina Facebook Centro Culturale d'Amicizia)

È un Ramadan della rinascita per l'oltre un miliardo e mezzo di musulmani in tutto il mondo che dal 2 aprile celebrano uno dei pilastri dell'Islam, ovvero la ricorrenza della prima rivelazione del Corano a Maometto.

Quest'anno l'inizio del Ramadan è coinciso con la fine dello stato di emergenza che ha sancito la fuoriuscita dai due anni bui del covid durante i quali è stato complicato persino pregare.

Lo sanno bene i circa 150 fedeli che popolano il Centro Culturale d'Amicizia di via Pre', una delle undici moschee sparse in città da ponente a levante. Qui l'imam Moustafa Gharib Mohamed ci spiega il significato spirituale attorno al Ramadan: “Si tratta di uno sforzo spirituale, in questi trenta giorni ognuno di noi deve pensare a un cambiamento, il Ramadan è un mese di riflessione che dà la possibilità di purificarsi dai propri peccati”.

"In questi due anni è stata dura non poter pregare uno a fianco all'altro, ma ringraziamo Dio che ora il Ramadan sia libero", continua.

Durante questo periodo, che quest'anno terminerà il primo maggio, come noto i fedeli digiunano dall'alba al tramonto. “La sera mangiamo fuori dalla moschea – racconta l'imam, che pensa alla festa di fine Ramadan – la faremo probabilmente insieme ai fedeli di altre moschee nel parco dell'Acquasola, un bel posto dove accogliere le famiglie”.

A Genova sono circa quindicimila i musulmani, ma non tutti sono praticanti: “Noi non contiamo quelli che spacciano e quelli che si ubriacano, loro non rispettano le regole”, spiega un fedele presente in moschea.

Negli anni come spiega Mohamed, si è forse un po' perso il senso della fede, “ma i fedeli continuano a essere tanti, e molti soprattutto in questi giorni vengono a convertirsi. Abbiamo convertito anche sudamericani e italiani”.

Inevitabile infine la richiesta di una considerazione su quanto sta accadendo in Ucraina, ma l'imam stoppa la domanda: "La guerra è politica e qui la politica non entra".

Francesco Li Noce