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Innovazione | 13 aprile 2022, 17:44

Al via il countdown per il nuovo centro internazionale d'arte contemporanea multimediale di Genova con la performance di Silvano Repetto

il progetto che fa da apripista all’apertura del MAIIIIM nuovo Centro internazionale d'Arte contemporanea multimediale di Genova, che avrà sede nel quartiere di San Teodoro, di fronte al porto

Al via il countdown per il nuovo centro internazionale d'arte contemporanea multimediale di Genova con la performance di Silvano Repetto

Con una performance dell'artista svizzero Silvano Repetto è iniziato ufficialmente il COUNTDOWN MAIIIM, il progetto che fa da apripista all’apertura del MAIIIIM nuovo Centro internazionale d'Arte contemporanea multimediale di Genova, che avrà sede nel quartiere di San Teodoro, di fronte al porto.

La prima di una serie di azioni artistiche che aprono uno squarcio su quella che sarà l'attività del nuovo Centro, che si configura come una realtà totalmente innovativa e inedita per la città di Genova, interamente dedicata alla Time Based Media Art, che su una superficie di circa 1.000 metri quadrati si articolerà con un grande spazio espositivo, laboratori a disposizione di artisti multimediali, spazi per convegni e conferenze e una Residenza d'artista.

COUNTDOWN (azione 1) 

SILVANO REPETTO

Guardare al contrario

(l’orizzonte che sta dietro di noi)

Performance in solitaria di: Silvano Repetto

Testo dal vivo in performance: Viana Conti

Curatrice: Virginia Monteverde

Testo di Viana Conti

Per il MAIIIM, Centro Internazionale d’Arte Contemporanea Multimediale, che sottoscrive l’arte elettronica come interazione cyber tra uomo e computer, l’artista svizzero Silvano Repetto ha ideato una performance in solitaria puntando un cannocchiale su un orizzonte marino che si distende, azzurro, in direzione opposta. L’artista ha così ideato un Muro immateriale per spaziare con lo sguardo sullo scenario dell’Infinito.

Investendo di valore paradossale un gesto demenziale, Silvano Repetto, internazionalmente noto per le sue Performance inutili, ottiene l’esito geniale di presentare, nella debordiana Società dello Spettacolo, il suo utopico happening per un pubblico che non c’è.

Per Gilles Deleuze, teorico del nomadismo e della condizione rizomatica del desiderio, la funzione della filosofia è quella di costruire concetti. Il suo approccio all’arte e ad artisti come Bacon, Cézanne, Hantaï, Herbin, Klee, Michaux, Pollock, non cessa, infatti, di strutturare forme di pensiero e tipologie di termini che possano accostarne la complessità e renderla comprensibile a chi guarda, trasmettendone il portato essenziale, intimo. «Qual è il rapporto tra l'opera d'arte e la comunicazione? Nessuno, nessuno. L'opera d'arte – continua Gilles Deleuze - non è uno strumento di comunicazione. L'opera d'arte non ha nulla a che fare con la comunicazione. L'opera d'arte non contiene, a rigor di termini, la minima informazione. In compenso c'è un'affinità fondamentale tra l'opera d'arte e l'atto di resistenza. Allora lì sì, che ha qualcosa a che fare con l'informazione e con la comunicazione, a titolo di atto di resistenza».

Silvano Repetto è un videoartista, regista, produttore, cofondatore di musei, curatore, performer, autore di videopoemi, svizzero, nato a Mendrisio nel 1968, vive a Lugano. Auproclamandosi inutile, l’artista prende le distanze dai processi di capitalizzazione e mercificazione imperanti nel sistema consumistico dell’arte.

Di segno dadaista, postconcettuale duchampiano, in parte fluxus, di coloritura patafisica, Silvano Repetto teorizza l’assurdo, l’inutilità della sua opera a partire da un’attitudine ludica, leggera, di superficie, che si alimenta, però, in profondità ai dispositivi di attesa, di vanificazione della parola, del gesto forte, del suono perentorio, di figure come Samuel Beckett, come Buster Keaton.

Ogni gesto demotivato, defunzionalizzato, inutile, di questo artista, si rigenera nel sorridere ad uno spettatore assente. Mai sottoscrivendo la moda, la tendenza, il trendy, il conformismo, l’investimento, la capitalizzazione, sempre orientandosi, al contrario, verso la pratica poetica, la forma di perdita che è nuova acquisizione, istante risorgivo di memoria di un gesto arcaico, l’deatore svizzero di Performance inutili ha scritto un’ imprescindibile pagina di storia dell’arte contemporanea. 

P.S.: Attenzione, Silvano Repetto entra in Borsa....

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