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Innovazione | 04 maggio 2022, 16:08

Ex-Boero, inaugurato il nuovo complesso immobiliare (Foto e Video)

Quattro nuovi edifici con 170 appartamenti, negozi, e un asilo nido pubblico. Il bando per le abitazioni in regime di housing sociale aprirà nelle prossime settimane

Ex-Boero, inaugurato il nuovo complesso immobiliare (Foto e Video)

È stato inaugurato questa mattina a Molassana, nell’area dell’ex colorificio Boero, il nuovo complesso immobiliare di social housing. Si tratta di quattro edifici residenziali con 170 appartamenti, realizzati dalla società promotrice DeA Capital Real Estate Sgr grazie alla convenzione con il Comune di Genova tramite un fondo immobiliare che è partecipato da alcuni investitori qualificati, primo fra tutti il Fondo Investimenti per l’Abitare gestito da Cassa Depositi e Prestiti insieme ad altre realtà del territorio ligure come Fondazione Carispezia, Compagnia di Sanpaolo, Fondazione De Mari.

Oltre agli appartamenti, l’intervento immobiliare prevede anche la realizzazione di diversi servizi al piano terra, tra cui un asilo nido pubblico che ospiterà circa 60 bambini, negozi e un grande parco dove i residenti della zona Boero e, più in generale, di Molassana potranno ritrovarsi. Il progetto adotta i criteri dell’abitabilità più confortevole, con soluzioni di alta efficienza energetica e risparmio sui consumi. 

A fare gli onori di casa è Gloria Bonavita, Fund Manager di DeA Capital Real Estate Sgr: “Il progetto è stato pensato per creare molte abitazioni: sono in tutto 170, di cui 140 in regime di housing sociale, mentre le altre sono a residenza libera. Per avere l’assegnazione di uno degli appartamenti in questa modalità, occorrerà partecipare a un bando, la cui pubblicazione è prevista per le prossime settimane. Ne è stato fatto uno l’anno scorso e le prime famiglie iniziano già ad abitare qui. Per le altre 30 abitazioni non sono richiesti particolari requisiti per l’acquisto. 

Oltre agli appartamenti non potevano mancare, ovviamente, i servizi: il nostro fiore all’occhiello è sicuramente il parco in cui ci troviamo, che è stato fatto anche insieme ad altri lottizzanti: tutti qui intorno a quest’area hanno partecipato alla sua realizzazione. L’idea era quella di creare un parco pubblico e quindi utilizzabile da parte della comunità che già oggi abita qui. 

Ci sarà anche un asilo nido pubblico, che ospiterà una sessantina di bambini: è stato fatto un accordo con il comune per questo, e sarà un punto di grande aggregazione tra le persone, non solo nella zona Boero ma in tutto il quartiere di Molassana. 

Questo richiama anche il tema della rigenerazione che guida la nostra iniziativa: “Boero - Il quartiere che rigenera”: qua esisteva una vecchia fabbrica di vernici, e la rigenerazione sarà non solo legata all’architettura della zona ma anche alla sfera sociale: creando questa nuova area si creerà anche una nuova comunità”.  

L’Architetto genovese Gianandrea Barreca spiega i 4 punti che hanno caratterizzato il progetto: “Il primo punto importante del progetto riguarda i volumi: questi edifici sono 4 prismi semplicissimi che ci hanno consentito all’interno di sviluppare appartamenti e residenze molto efficienti, nella ricerca di un bilancio molto complicato tra costi e benefici che spesso è ancora più complesso trovare nella residenza sociale rispetto a quella libera. Sono due edifici bassi e lunghi, a pianta rettangolare, due di 4 piani più il piano terra e due a pianta quadrata di 11 piani oltre al piano terra. 

I palazzi sono completamente organizzati secondo il principio della comunità, sono tutti spazi conviviali e collettivi, con portici e spazi ibridi sotto gli edifici per utilizzare gli spazi esterni anche in condizioni meteorologiche non ottimali.

Importante notare anche il lato estetico degli edifici, la “pelle”, quello che si presenta agli occhi: l’insieme delle finestre, dei muri, dei balconi, dei terrazzi, delle logge, dei colori e dei materiali.

Pur trattandosi di strutture molto semplici, caratterizzate da prismi e volumi molto razionali, abbiamo creato un sistema molto ricco di balconi, terrazzi, getti, scavi, cornici che hanno reso più dinamici questi edifici.  Attraverso il gioco di luci e ombre che si crea questi edifici semplici e basici diventano molto fluidi.

Per concludere, c’è stata particolare attenzione alla relazione tra la "pelle" esterna, cioè i balconi e le terrazze e le logge, e gli appartamenti interni. Questi sono stati studiati in ragione di una efficienza e razionalità degli spazi: in pochi metri quadri si devono garantire gli spazi necessari alla vita di una famiglia in un alloggio di qualità. Questi balconi rispecchiano ciò che accade all’interno: le sale hanno un corrispettivo esterno molto ampio, i balconi hanno profondità diverse, e diventano il salotto esterno. Si stabilisce un continuo rimando tra esterno e interno e in questo modo gli appartamenti hanno un’esplosione spaziale verso l’esterno ogni volta differente”.  

Conclude Giovanni La Varra, architetto e socio di Barreca e impegnato nella realizzazione delle palazzine: “Questo tipo di progetti di Housing sociale sta diventando il protagonista principale della rigenerazione urbana in Italia. Le trasformazioni che mettono insieme privato e publico, negozi, servizi a piano terra che portano ad abitare un ampio spettro di utenti, stanno diventando un modo di consolidare la città. Questo significa anche consolidare la sicurezza, perché uno spazio più abitato è più sicuro, la presenza di commercianti nuovi ed esistenti in qualche modo fa tornare le città a essere quel luogo ricco e vibrante in cui si svolge una vita pubblica intensa. Siamo stati molto fortunati, si tratta di un progetto complesso e tutte queste interazioni fra pubblico e privato sono complesse da gestire, siamo contenti del risultato”. 

Redazione

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