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Sport | 15 maggio 2022, 22:38

Genoa, l'incubo è realtà: Cagliari sconfitto, il Grifone torna in B dopo 15 anni. Matematicamente salva la Samp

Unica speranza l'arrivo a pari punti coi sardi e la Salernitana, ormai non più possibile. Zangrillo e Criscito, mea culpa in coro: "Commessi errori. I tifosi valore aggiunto: dobbiamo loro delle risposte, non meritano la B"

Foto di Genoa Cfc (TanoPress)

Foto di Genoa Cfc (TanoPress)

Doveva essere ultima a morire, invece la speranza del Genoa di restare in Serie A ai danni di Salernitana e Cagliari grazie alla classifica avulsa, quindi rinviando tutti i verdetti all'ultima giornata, è durata soltanto una manciata di ore.

Il pareggio dei sardi nel posticipo serale era l'unica eventualità per continuare a confidare nell'artimetica. Invece l'Inter si è mostrato avversario troppo superiore per Pavoletti e compagni, schiantati dalle reti di Darmian e Lautaro alla Sardegna Arena, così come abbattute sono state le velleità di una salvezza che in vero non sarebbe stata nemmeno troppo meritata ma pur sempre in bilico fino a pochi minuti dalla fine della stagione.

Una stagione cominciata non sotto i migliori auspici. Il ritiro agli ordini di un Ballardini parso fin da subitao quantomeno scettico sulla bontà di una rosa partita per l'Austria raffazzonata e sistemata, a dirla tutta senza fortuna, negli ultimi giorni di mercato estivo; la fatica a ottenere una vittoria (fino a marzo i tre punti sono arrivati proprio dalla partita di Cagliari dell'andata) col cambio societario e di tecnico, quest'ultimo rivelatosi poi forse troppo affrettato con l'arrivo di Shevchenko; la rivoluzione di fine gennaio con l'arrivo di Blessin al quale va sì riconosciuto il merito di aver tenuto tra la vita e la morte, ovviamente quella sportiva che è di ben altra importanza rispetto a quella reale come ha ricordato il presidente Zangrillo quest'oggi nel post partita di Napoli, il Vecchio Balordo, senza riuscire tuttavia a risolvere il problema della sterilità offensiva e vincere i giusti scontri diretti.

"È stato un anno difficile: non retrocediamo oggi ma per gli errori fatti in passato" ha ammesso con onestà capitan Criscito, anche lui finito spesso sulla graticola, a fine partita, lasciando le porte aperte per un suo futuro sotto la Lanterna e non nascondendo, senza scendere nel dettaglio, quell'insieme "di tante cose" che non hanno funzionato.

Errori da cui è nata un'annata di "passione" in senso lato e non quella dei tifosi, "vero valore del Genoa" ha detto il presidente Zangrillo ai microfoni di Dazn dal Maradona assumendosi le responsabilità proprie della nuova dirigenza da lui rappresentata: "Quando assisti a un pubblico come il nostro è inutile cercare lontano: dobbiamo loro delle risposte, io per primo. Se vogliamo continuare a essere da Genoa, da domani dobbiamo ammettere i nostri errori, i miei errori. Dobbiamo essere tutti consapevoli che tutti abbiamo fatto errori, che avremmo potuto probabilmente correggerli e ci sono stati dei segnali che non abbiamo colto. La colpa è la nostra, chiedo scusa e abbraccio non idealmente ma veramente tutti i tifosi. Nonostante gli sforzi della squadra abbiamo tradito le loro aspettative".

Aspettative lontane dalla retrocessione, in particolar modo dopo l'avvicendamento societario. Eppure qualche errore, per esempio quello di affidarsi a un tecnico forse acerbo per la Serie A prima di aver scelto il direttore sportivo, è stato commesso: "Abbiamo perso partite che non dovevamo perdere. Poi quando una squadra non segna e non vince merita la Serie B" ha aggiunto Zangrillo, rifuggendo però le domande sulla prossima stagione: "La squadra è da rinforzare in tutti i reparti, è inutile dire e coprire di congetture quello che sarà il futuro. Blessin anche in B? Le conferme o le non conferme sono un argomento che non mi interessa e credo che non interessi nemmeno i tifosi intelligenti" rifacendosi a quanto affermato fin dal suo insediamento, compresa la fedeltà al progetto a medio lungo termine.

Chi invece esulta per il ko dei sardi è l'altra sponda del Bisagno, quella blucerchiata, che pur senza essere ancora scesa in campo per la penultima giornata, potrà salutare domani (lunedì 16 maggio, ndr) il proprio pubblico con l'obbiettivo già in tasca a prescindere dal risultato delle ultime due uscite. Facendo scattare così in automatico il rinnovo biennale per mister Giampaolo.

Mattia Pastorino


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