Politica - 17 maggio 2022, 12:48

"Abbassate le armi e alzate i salari", il 20 maggio lo sciopero di USB

"Come USB faremo la nostra parte lavorando alla costruzione di momenti e alleanze ampi e sostenendo le iniziative che mirano a contrastare le politiche di guerra e antioperaie"

Dopo lo sciopero del 22 aprile scorso che ha visto sfilare per Roma una manifestazione nazionale partecipata e combattiva, fatta di operai e studenti sotto lo slogan “via il governo della guerra e del carovita”, l’USB ha deciso di dare la sua adesione allo sciopero generale dei settori pubblico e privato indetto dal sindacalismo di base per il 20 maggio prossimo.

Abbiamo ben presente l’impegno che comporta uno sciopero generale e le condizioni complesse in cui questo oggi cade; tuttavia, riteniamo importante dare un segnale di continuità alla mobilitazione contro il governo Draghi, contro il riarmo dell’UE e contro la guerra.

“Niente sarà come prima”, ci siamo detti durante i giorni del lockdown, consapevoli che questa classe dominante avrebbe sfruttato la pandemia per avviare un profondo processo di ristrutturazione economico e sociale; nondimeno stanno imprimendo un’evoluzione drammatica che già oggi è pagata duramente dai settori sociali più deboli e dalle popolazioni coinvolte nella guerra.

Il recente vertice NATO conferma che l’allargamento del conflitto è una delle opzioni seguite concretamente dall’UE e dagli USA. Sulla stessa linea si pone il governo Draghi rendendo nei fatti l’Italia un paese belligerante, nonostante l’opinione contraria della maggioranza della popolazione che ben comprende il prezzo umano e sociale che le si prospetta davanti.

ALZATE I SALARI - È la nostra risposta a 30 anni di moderazione salariale imposta dall’UE, da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. Solo nell’ultimo decennio il salario dei lavoratori ha perso il 6% a questo risponde un’inflazione che negli ultimi mesi corre al 6,7% rendendo ancora più poveri i lavoratori e i padroni sempre più ricchi.

ABBASSATE LE ARMI - Il riarmo dell’UE e la spedizione di armi all’Ucraina, infatti non solo allontanano la pace, ma per di più sottraggono risorse allo stato sociale, senza contare l’aumento degli idrocarburi, materie prime e semilavorati che il padronato farà pagare ai lavoratori con licenziamenti, attacco al salario e inflazione.

Nella storia, anche recente, il movimento dei lavoratori ha lottato duramente contro chi voleva convincere lavoratori e lavoratrici ad arruolarsi nei conflitti. Fermare questa guerra o comunque portare l’Italia fuori dal conflitto costituisce una priorità anche perché il clima di guerra è funzionale ad aumentare la pressione sui lavoratori e a restringere gli spazi di libertà.

Come USB faremo la nostra parte lavorando alla costruzione di momenti e alleanze ampi e sostenendo le iniziative che mirano a contrastare le politiche di guerra e antioperaie.

È con questo spirito che, anche a Genova sosteniamo lo sciopero del 20 maggio convinti che sia necessario unire la maggioranza del nostro Paese che è contro la guerra, contro l’aumento delle spese militari e contro la vendita e l’invio di armi che alimentano il conflitto.

Redazione


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