Attualità - 01 giugno 2022, 13:48

Parchi di Nervi, la devastazione: lo scontento dilaga sui social

I cittadini: “Una situazione annunciata. Ci sono altri modi per pubblicizzare i parchi e Nervi e creare un flusso continuo di turisti e non il mordi e fuggi che sinceramente ci chiediamo a chi abbia giovato”

Parchi di Nervi, la devastazione. Lo scontento dilaga sui social e le immagini e i filmati di come sia ridotto il parco storico sono sotto gli occhi di tutti. Sul gruppo Facebook ‘Nervi a pezzi’ si legge l’amaro post del ‘Circolo nuova ecologia Genova’: “Due mesi e mezzo fa Villa Gropallo e gli altri parchi pubblici di Nervi venivano chiusi al pubblico per consentire l’allestimento di un evento privato. Hanno annunciato che i parchi saranno restituiti alla fruizione pubblica ai primi di giugno. Questo è lo stato attuale. Peggio del post evento del 2018 quando ci vollero ben due anni affinché i prati erbosi tornassero a essere tali. Vediamo quando effettivamente riapriranno e in che stato”. 

Oggi Ermete Bogetti, noto magistrato in pensione, candidato al Consiglio comunale di Genova, lista Europa Verde - Sansa - Linea condivisa, ha aggiunto altre immagini: “Mai più Euroflora ai Parchi di Nervi o in qualsiasi altro parco storico. Non essendo un esperto, qualificato a parlare su temi estranei alle mie competenze, mi approprio della riflessione dell’architetto del paesaggio Matteo Frulio e, usando le sue parole, critico la scelta di fare Euroflora in un parco storico che ha una serie di vincoli i quali inibiscono spesso i progettisti e gli espositori nell’osare. Ed è giusto così. Un parco storico non è un parco per fiere ma un museo a cielo aperto che non può essere smontato e rimontato ogni due anni. I documenti europei e non solo parlano chiaro. Ogni parco storico ha un valore, spesso non capito, che supera quello di un evento effimero. È un monumento e come tale va tutelato. Fare Euroflora in un parco storico è come se, sui palazzi storici che custodiscono musei (il Palazzo dei Diamanti, ad esempio), decidessimo di smontare la facciata antica, allestirne una nuova in funzione dell’evento, per poi rimontarci quella vecchia. I beni culturali non vanno usati e sfruttati come un qualsiasi bene commerciale. Vanno fruiti da un pubblico che deve essere accompagnato nella loro scoperta e nella scoperta del loro valore intrinseco”.

Così, mentre sulla pagina Facebook del sindaco Bucci mercoledì scorso si inneggiava alla nuova illuminazione per il Castello di Nervi: “Alta efficienza e basso impatto ambientale per la valorizzazione del Castello di Nervi e della scogliera. Il porticciolo si impreziosisce grazie a un gioco di luci di grande effetto, che colorerà le serate di questo suggestivo angolo della nostra città”, diversi nerviesi tengono fisso lo sguardo sul ‘loro’ parco, sempre più convinti della scelta sbagliate di ambientarvi una manifestazione come Euroflora: “Una devastazione annunciata! Ci sono altri modi per pubblicizzare i parchi e Nervi e creare un flusso continuo di turisti e non il mordi e fuggi che sinceramente mi chiedo a chi abbia giovato”. I parchi di nervi rappresentano il parco urbano più grande sul mar Mediterraneo. Un complesso storico-ambientale di ispirazione romantica dal valore inestimabile dove la tipica flora mediterranea si unisce a piante esotiche e tropicali. Ospita palme di ogni tipo, cedri e araucarie, che convivono con l’albero del pepe sotto la chioma di antichi e maestosi pini marittimi insieme a ulivi ed oleandri.

Rosa Cappato