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Sanità | 29 giugno 2022, 10:25

Omicron, Bassetti: "Con l'isolamento domiciliare si rischia un lockdown per tre milioni di italiani"

Il professore mette in guardia sull'avanzata di Omicron che potrebbe portare a un lockdown di fatto che rischierebbe di paralizzare il Paese

Omicron, Bassetti: "Con l'isolamento domiciliare si rischia un lockdown per tre milioni di italiani"

"A metà luglio 2-3 milioni di italiani potrebbero trovarsi in isolamento domiciliare". Lo prevede Matteo Bassetti, direttore del reparto di malattie infettive del policlinico San Martino di Genova. Il professore mette in guardia sull'avanzata di Omicron che potrebbe portare a un lockdown di fatto che rischierebbe di paralizzare il Paese.

"Non sarà un lockdown proclamato, - scrive Bassetti sulla propria pagina Facebook - ma a metà luglio, quando la fiammata estiva di omicron dovrebbe aver raggiunto il suo acme, una bella fetta d’Italia rischia di essere di nuovo in lockdown. Perché in isolamento domiciliare si potrebbero ritrovare 2-3 milioni di italiani se non di più. Che sommati a quelli in ferie rischiano di mandare in tilt servizi essenziali, come quelli finalizzati alla sicurezza, i trasporti, la protezione civile già sotto stress, la stessa sanità, dove in media tra luglio e agosto metà del personale se ne va in vacanza, mettendo fuori uso un letto su tre".

"Per non parlare - continua Bassetti - del settore turistico e della ristorazione. Perché tutto questo? Perché se sei positivo devi stare isolato a casa per legge dai 7 ai 10 giorni. Una regola che va cambiata. Come? Dicendo che è meglio stare a casa quando si hanno i sintomi influenzali e alla scomparsa si esce mettendo la mascherina per evitare di contagiare gli altri. Questa è l’unica soluzione: offrire al cittadino una possibilità. Coinvolgerlo e non obbligarlo. Diversamente continueremo ad avere positivi di serie A e di serie B. Mi faccio il tampone fai da te e, per non finire in isolamento, non te lo dico. Sono moltissimi purtroppo. Di fronte a un virus evoluto e così diverso, ci vogliono regole nuove e maggiore velocità di reazione da parte delle istituzioni".

Redazione

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