Osservando il panorama dei vicoli di Genova dall’alto, guardando nella zona di Sottoripa, svetta una torre che suscita nei più una curiosità spesso difficile da soddisfare.
Una torre in mattoni, con una merlatura che si staglia tra le architetture che, nella zona, spesso sono un mix discutibile, di costruzioni medievali e interventi post bellici.
Ebbene, quella torre che segna un punto di riferimento è la torre medievale dei Morchi.
Costruita nel 1100, la torre dei Morchi è una delle costruzioni che meglio si è conservata fino ai giorni nostri.
Nella sua struttura attuale, la torre ha una merlatura che è stata aggiunta nel XXesimo secolo, come è capitato anche a diverse altre costruzioni coeve.
La torre si trova in vico dei Morchi, una delle viuzze trasversali a Sottoripa e ha una storia particolare.
Qui, infatti, esisteva un albergo, il famoso hotel Croce di Malta che, durante la sua attività, ospitò personaggi illustri come Mary Shelley, Mark Twain e James Fenimore Cooper.
L’albergo, che comprendeva la torre e il palazzo adiacente, venne inaugurato nell’Ottocento e divenne, grazie anche al passaparola, uno dei principali hotel della città.
L’autrice di Frankenstein, soggiornò all’ombra della Lanterna nel 1822 e qui trovò ospitalità all’indomani della tragica morte del marito, annegato nelle acque spezzine; mentre Twain, arrivato in città nel 1867, nelle sue cronache si perse a descrivere la bellezza delle donne che passeggiavano nei Giardini dell’Acquasola e il fascino di Genova, “città di bei palazzi”.
Tutti rapiti da una città di mare, brulicante di vita e di attività, spesso collegate alla vita di porto.
L’hotel, come riportano le cronache Ottocentesche, era uno degli alberghi più rinomati della città.
Vicinissimo alla dogana, l’albergo ospitava decine e decine di persone.
Ma, si sa, ognuno ha la sua esperienza personale e non tutti, all’epoca, risultavano concordi nell’opinione dell’hotel. Per alcuni, infatti, era ampio e maestoso, ma altrettanti raccontano di uno spazio fatiscente.
Nel 1878 l’Hotel chiuse i battenti e l’edificio, nel corso del tempo, divenne una dimora privata come rimane tutt’oggi.