L’emergenza idrica ha posto l’attenzione sulla riduzione delle perdite e il rinnovamento della rete idrica di molte città italiane.
Secondo il report sull’acqua per gli anni 2019-2021 realizzato dall’Istat, il sud Italia resta fanalino di coda nella realizzazione di una rete idrica efficiente: più di 1 milione e mezzo di famiglie del sud subisce interruzioni di fornitura dell’acqua. Non a caso il governo sta studiando misure per affrontare questa emergenza con 4,4 miliardi di euro del Pnrr da investire sull’efficientamento della rete idrica. Da questa somma 2,5 miliardi saranno destinati al sud.
In più di un capoluogo su tre si registrano perdite totali superiori al 45%. La situazione a Genova al momento non sembra allarmante. Nel rapporto percentuale tra perdite totali e volume di acqua immesso nella rete la città della Lanterna è in 15° posizione.
La classifica italiana con la percentuale tra perdite e acqua immessa nella rete:
- Potenza 61,4%
- Campobasso 55,6%
- Cagliari 53,5%
- L’Aquila 50,7%
- Palermo 49,3%
- Catanzaro 48,6%
- Firenze 45,6%
- Bari 44,8%
- Venezia 42%
- Aosta 41,3%
- Trieste 38,9%
- Perugia 35,7%
- Roma 32,9%
- Bolzano 32,5%
- Genova 32,1%
- Ancona 31,3%
- Bologna 27,8%
- Napoli 27,4%
- Torino 26,7%
- Trento 19,7%
Veniamo ora alla situazione idrica attuale in città. L’assessore del comune di Genova all’ambiente Matteo Campora, ha fatto il punto proprio qualche giorno fa in consiglio comunale: dalla diga di Brugneto ad oggi sono presenti 15,5 milioni di metri cubi d’acqua. A inizio mese se ne contavano 16,4 e 2,5 milioni di questi sono stati rilasciati all'Emilia Romagna attraverso il Trebbia.
Tra lago di Val Noci, lago Lungo, Lavezze e Busalletta sono attualmente presenti 24,8 milioni di metri cubi di acqua, ossia 7 milioni di metri cubi in meno dell'anno scorso.
“Al momento non abbiamo emesso alcuna ordinanza ma insieme al collega Gambino monitoriamo costantemente la situazione che comunque resta migliore rispetto a quella del ponente ligure - sottolinea Campora - Ogni giorno facciamo valutazioni congiunte anche con la Protezione Civile per comprendere lo stato degli invasi e decidere come procedere. Genova, rispetto a molte altre città italiane, ha invasi che partono da molto lontano e strutture interconnesse che consentono di affrontare grandi periodi di siccità come nel 2017 quando iniziò a piovere solamente a dicembre.
Negli ultimi cinque anni abbiamo effettuato numerosi interventi sulla rete bianca e su quella nera migliorando la situazione del 2016. Questi lavori consentono un risparmio di 15 milioni di metri cubi e rispetto a cinque anni fa abbiamo ridotto le perdite idriche dal 35% al 24,8%, percentuale che ovviamente occorre ridurre ulteriormente”.