“L'azienza ha preferito sacrificare la qualità del lavoro puntando sulla quantità, aumentando i carichi di lavoro e mettendo gli operai in condizioni quasi pericolose”. Lo ha dichiarato ai microfoni de La Voce di Genova Luca Callà, rappresentante rsu di UilTec al presidio davanti la prefettura in corso oggi durante il quarto giorno di sciopero dei lavoratori Smag, la società di multiservizi del gruppo Bargagli.
“Ci troviamo in sciopero dopo la quarta giornata perché ci sono tanti problemi. - spiega Callà - Purtroppo uno di questi è l'aumento dei carichi di lavoro, l'azienda che ci ha assorbiti nel 2016 sta diventando sempre più privata, le condizioni diventano quasi pericolose nel lavorare perché abbiamo tanti carichi di lavoro, poca assistenza dall'ufficio e poche risorse mai riorganizzate, per cui ci troviamo in grossa difficoltà. Speriamo che l'azienda ci risponda nel più breve tempo possibile, ma noi non ci fermeremo finché non avremo risposte”.
L'azienda in passato faceva parte del gruppo Iren. “Fino a qualche anno fa stavamo decisamente meglio. - racconta Callà - Nel 2016 c'è stata una vendita ai privati che hanno inizialmente tenuto i ritmi del vecchio appalto, ma purtroppo con l'aumento dei costi sono aumentati i carichi di lavoro, hanno dato importanza alla quantità e non alla qualità del lavoro, per cui noi ci troviamo a disagio in questo periodo".
A oggi quasi il 100% dei lavoratori ha aderito allo sciopero: “Siamo contenti della presenza, secondo noi è un messaggio forte e lo vogliamo portare avanti fino in fondo”.
Al termine dell'incontro avuto oggi con il prefetto di Genova, Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec ribadiscono la totale impossibilità di dialogo con l'azienda che continua a rifiutare un tavolo di confronto. Oltre ad aver sollecitato la stessa IREN a permettere un confronto serio tra le parti, domani i rappresentanti sindacali incontreranno l'assessore comunale Mascia per coinvolgere anche le istituzioni nelle rivendicazioni portate oggi in prefettura. Infine, lo sciopero che vede i lavoratori schierati già da lunedì a difesa di dignità e diritti proseguirà anche la settimana prossima. "Non chiediamo semplicemente il rispetto del CCNL e dei dipendenti, ma lumi sul futuro dell'azienda che ogni giorno senza risposte diventa sempre più preoccupante".