Asl 4 risponde alle dichiarazioni del consigliere regionale Gianni Pastorino in merito alla privatizzazione del reparto di Radiologia dell'ospedale di Rapallo: "In risposta alle dichiarazioni del consigliere regionale Gianni Pastorino, siamo innanzitutto a premettere che l’obiettivo di garantire il fabbisogno - riducendo le liste di attesa - di esami radiologici per la popolazione assistita comporta la necessità di incrementarne e qualificarne la produzione, anche attraverso il rinnovo e il potenziamento del parco apparecchiature.
La Asl4 ha messo in campo in questo periodo uno sforzo programmatico e organizzativo per aumentare la sua produzione diretta, con il risultato pubblicato da Alisa in questi giorni di un aumento dell’attività di radiodiagnostica del 40% nei primi 5 mesi del 2022 rispetto al pari periodo dell’anno precedente.
Esaurito a questo punto ogni possibile efficientamento organizzativo e strutturale nel processo di riattivazione post pandemica dei percorsi diagnostico e assistenziali di radiodiagnostica, e a fronte della ben nota alta criticità di una possibile ulteriore implementazione delle risorse professionali necessarie, naturalmente senza costo aggiuntivo per il cittadino e l’Asl, sulla base della vigente normativa è stata individuata come potenziale reale integrazione dell'offerta aziendale una eventuale soluzione che prevede il coinvolgimento di un partner privato che integri con proprie risorse (investimenti, personale, costi gestionali) i servizi dell’Asl, analogamente a esperienze già in corso in altre realtà pubbliche del servizio sanitario nazionale. Un operatore del settore ha preannunciato la presentazione di una proposta in merito, dando luogo a quella che tecnicamente viene definita “finanza di progetto ad iniziativa privata”.
Nel momento in cui tale proposta verrà formalmente presentata, sarà compito dell’Asl tramite i propri uffici e di intesa con i competenti livelli regionali e per quanto occorra con il supporto di consulenti esperti valutare la medesima e stabilire, anche nel caso richiedendo le opportune modifiche, se la stessa rivesta le caratteristiche di fattibilità e di interesse pubblico richieste dalla legge. Come infatti accennato, tale tipo di contratto prevede il rischio di gestione a carico del privato, comprensivo di tutte le voci di costo necessarie alla gestione medesima, e l’Asl è tenuta a rimborsare l’operatore in base a un piano formulato a preventivo non suscettibile di spesa aggiuntiva.
Del tutto ovviamente, la presentazione della proposta non comporta di per sé l’accoglimento della medesima e la stipula del contratto con il soggetto presentatore, bensì l’instaurazione di una procedura di gara europea aperta a tutti gli operatori del settore, nella quale la proposta stessa potrà essere oggetto di miglioramenti tecnici ed economici con possibile individuazione di altro partner.
Come illustrato quindi, è evidente l’intendimento esplorativo anche di questa potenziale forma di integrazione gestionale a fine di poter garantire, insieme alla attività diretta dell’azienda ed a quella convenzionata degli enti privati già accreditati, il soddisfacimento del fabbisogno complessivo di prestazioni di radiodiagnostica della popolazione, anche alla luce del potenziamento delle attività cliniche in atto ed in prospettiva.