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Attualità | 16 settembre 2022, 14:07

Genova e la Liguria pilastri della Silver Economy: al centro sanità, smart working e mercato immobiliare

Al Silver Economy Forum presentata una rete di collaborazioni per rendere Genova e la Liguria sempre più appetibili per turisti e persone che le scelgono per trascorrere il loro tempo

Genova e la Liguria pilastri della Silver Economy: al centro sanità, smart working e mercato immobiliare

Le persone al centro: questo il punto chiave delle iniziative che sono state illustrate nell’ambito della quarta edizione del Silver Economy Forum di Genova, che ha come tema portante la Longevity Revolution. 

Il contributo della popolazione over 65 è in tutto il nostro paese fondamentale a livello economico e sociale, e Genova e la Liguria, con la percentuale di residenti di questa fascia di età più alta rispetto al resto d’Italia ne è perfettamente consapevole. 

Le attività collegate alla Silver Economy, e in principal modo i servizi alla salute e alla farmaceutica, sono pilastri su cui si basano le prospettive economiche della Regione. Mettere insieme attori come imprese, enti di ricerca, organizzazioni socio-sanitarie diventa quindi fondamentale per tessere una rete e offrire alle persone over 65 servizi e prodotti per realizzare i progetti di vita.

Nel congresso dedicato a questi aspetti, di particolare rilievo sono gli interventi di Paolo Odone, Presidente di Confcommercio di Genova, che spiega: “Nella nostra città si sta passando da un’economia di mercato a un’economia di servizi, e nello specifico di servizi alla persona. Abbiamo una delle città più belle del paese: ci sono sempre più persone che decidono di andare via dall’Italia quando arrivano alla pensione. Questo ci ha acceso una lampadina per investire sulla Silver Economy. Negli ultimi anni la città si è svuotata, ci sono stati cali demografici significativi: per ripristinarla si può investire sulle nascite, ma anche valutare di riempirla nuovamente con altri tipi di popolazione, la fascia Silver appunto. 

La Regione ha attrattive e potenziali straordinari, e abbiamo quasi 30mila appartamenti vuoti a Genova con prezzi decisamente concorrenziali. La Silver Economy nasce poi nel periodo dello smart working e sempre più professionisti decidono di spostarsi in luoghi dove la qualità della vita è migliore rispetto alle grandi città, dove spesso si registrano rendimenti inferiori. Ci prendiamo il vanto di avere una città che ha voglia di fare passi avanti di qualità, e comprare casa a Genova deve diventare sempre più una soluzione su cui far investire persone che arrivano dal resto d’Italia e non solo”.  

“L’età media e le condizioni demografiche del territorio ci consentono di essere un laboratorio per ambire a essere importanti sul mercato per le persone che stanno bene, che hanno voglia di passare il loro tempo libero in modo slow, per conoscere le città e non dedicarsi al turismo mordi e fuggi” - Spiega Maurizio Caviglia, Segretario Generale della Camera di Commercio di Genova - “Genova è una città viva, e quest’anno i turisti hanno trovato l’accoglienza ligure ottima, segno che la mentalità sta cambiando. Creare un’immagine di Genova come destinazione per persone che gravitano in altri territori di vivere qua consente di far prendere vita al business  immobiliare, avendo appartamenti vuoti da riempire. Messo insieme al settore sanitario sono 3 aspetti fondamentali per il PIL della nostra regione. Paolo Odone è una delle persone che ha iniziato a pensare alla Silver Economy come reale pilastro e che ha lavorato per renderla tale. In 15 anni di Camera di commercio non ho mai avuto una facilità di rapporti e di operazioni come in questo momento, che è finalizzato al raggiungimento degli obiettivi in tempi brevi”. 

Luca Pallavicini, presidente nazionale Confcommercio Salute, Sanità e Cura, spiega: “Abbiamo un progetto che prende spunto dalle farmacie e dal ruolo di presidio che hanno sul territorio. I pazienti che si rivolgono a loro hanno un rapporto di fiducia con chi trovano all’interno, e chiedono sostegno I laboratori di diagnostica possono essere riferimenti altrettanto importanti, così come le cliniche territoriali, per dare supporto necessario affinché in un percorso di cura ci possa essere la presa in carico del paziente da parte di una struttura radicata sul territorio. Questo percorso di salute si esprime sulla base del concetto che prima di tutto c’è la prevenzione: in ogni parte della città si può trovare risposta sanitaria e trovare persone che hanno ragionato come associazioni per dare supporto. Con il sindaco erano state individuate delle zone a Levante, in Valpolcevera e a Castelletto. Dobbiamo solo chiudere i protocolli e fare una presentazione ufficiale per spiegare che la salute per tutti è in rete a Genova”.  

Aggiunge Giuseppe Castello, presidente di Federfarma: “Nelle farmacie oggi si possono avere servizi che vanno oltre la vendita di medicinali. Si effettuano consulenze, monitoraggi, test diagnostici, prenotazioni, cambi medico e tutto ciò che ha riguardato il covid come tamponi e prenotazioni. La Liguria è stata la prima regione a vaccinare direttamente in farmaci i pazienti, e il ruolo sul territorio è sempre più configurato a sostegno dell’assistenza sanitaria, per rispondere all’aumento della richiesta e per dare maggiori tutele e garanzie ai cittadini. A Genova c’è una farmacia ogni 2.500 abitanti, per dare sempre migliori servizi.”

Sandro Mazzantini di AIPO, Associazione Italiana Ospedalità Privata, richiama l’attenzione sul tema del convegno, la longevità: “A Genova si vive bene e in salute, e con questa premessa dobbiamo offrire a chi sceglierà la regione un sistema sanitario efficiente. Spesso, quando devo partire per le vacanze, cerco di capire prima come funziona nel paese di arrivo la sanità: allo stesso modo dobbiamo garantire per chi verrà in Liguria la sicurezza e la garanzia di un sistema che funzioni. Una rete assistenziale esisteva già, ora è necessario metterla ancora di più in comunicazione. Le farmacie si confermano centri di coordinamento eccezionali e sono punti di riferimento sicuri per tutti coloro che hanno bisogno di assistenza”.

Anche Paolo Giampietro di Confcommercio Salute ha ribadito la centralità della sanità territoriale per la Silver Economy: “Il cittadino non deve cercare con difficoltà la soluzione ai suoi problemi, ma gli dovrebbe essere offerta dal sistema, dalla rete. Le farmacie in questo senso sono un punto di captazione delle richieste, che poi verranno evase a livello territoriale. Il progetto è chiaramente rivolto a tutti i cittadini e non solo ai turisti o alle persone d passaggio: la buona sanità ha sede a Genova, e il progetto che sta prendendo vita lo conferma”.

Chiara Orsetti

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