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Speciale | 22 settembre 2022, 12:27

Carlo Bonomi (Confindustria) al Salone Nautico: "Le previsioni economiche per la fine del 2022 sono negative"

"Abbiamo dimostrato di essere forti, ma le imprese italiane non sono invincibili. Dopo la pandemia c'è la crisi energetica, vanno attuate misure strutturali"

Carlo Bonomi (Confindustria) al Salone Nautico: "Le previsioni economiche per la fine del 2022 sono negative"

Durante la cerimonia di inaugurazione della 62esima edizione del Salone Nautico di Genova, Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, lancia l'allarme sulla situazione economica del nostro paese.  

Per riconoscimento unanime il Salone Nautico di Genova è un punto di riferimento mondiale. Eravamo qui anche nel 2020, si tenne il salone nonostante la pandemia. In quell’occasione abbiamo dimostrato che neanche la pandemia ci ha piegato e abbiamo costruito i successi con molta pazienza anno dopo anno. Quest’anno i numeri testimoniano balzo in avanti, grazie anche a tre grandi aziende del comparto yacht, e la nautica leader di vari settori come il design. Come presidente di Confindustria, se tutti i settori procedessero allo stesso passo sarei tranquillo. Purtroppo non è così, dopo la pandemia che è costata al nostro paese quasi 9 punti PIL e un rimbalzo di 6 punti conseguito grazie al cambio di velocità con Draghi, abbiamo visto salire i prezzi energetici e delle materie prime già dal 2021 e poi esploso con conflitto in Ucraina, una tempesta perfetta che si è rovesciata su un terreno dissestato. 

Le nostre imprese hanno fatto la loro parte, nel 2021 abbiamo realizzato il record dell’export grazie principalmente al settore manifatturiero. Abbiamo un’economia molto interconnessa, c’è una bassa crescita in Europa e i costi dell’energia stanno portando alla frenata anche dell’Italia. 

I giudizi dell’Istat sono in flessione, si anticipa una minor domanda sui consumi delle famiglie, la produzione industriale ha recuperato a luglio, ma le previsioni per la fine dell'anno sono negative. 

Abbiamo fatto tutto quello che potevamo, siamo forti e lo abbiamo dimostrato ma le imprese italiane non sono invincibili. Un anno fa abbiamo lanciato un campanello d'allarme su energia, il mio allarme sulla questione risale al 10 settembre 2021, abbiamo chiesto subito chiesto misure strutturali, perché la situazione chiede una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti. 

Confindustria presenterà una serie di interventi che presenterà al prossimo esecutivo, che testimonia la volontà di lavorare con governo che italiani sceglieranno. 

Allontaniamo i giudizio anti imprese, perché le imprese creano il lavoro, quindi benessere sociale Questo è stato il tema centrale affrontato nell'ultima udienza con il Papa.

Tornando al settore della nautica, dall’inizio del mandato mi sono battuto perché l’economia del mare fosse una realtà su cui puntare per lo sviluppo. Ci vogliono però punti di riferimento a livello istituzionale, per pianificare interventi prioritari e investimenti a supporto della transizione energetica. 

Un mare calmo non ha mai fatto un buon marinaio, in questi anni abbiamo dimostrato di non avere paura di fronte alle tempeste improvvise e durissime e mai ne avremo".

Redazione

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