Politica - 18 ottobre 2022, 16:59

Palazzo Ducale, è polemica sulle nomine del Cda. Sansa: "Figure senza competenze culturali", Lista Toti: "Mugugno sterile"

Botta e risposta sulla questione delle nomine del Consiglio di amministrazione di Palazzo Ducale

Continua il botta e risposta a proposito delle nomine del Consiglio di Amministrazione di Palazzo Ducale.

I consiglieri della Lista Sansa hanno duramente criticato le nomine di Francesco Berti Riboli e Federica Messina; Ferruccio Sansa, al termine della Commissione Bilancio di oggi che ha visto la votazione delle nomine del Cda, ha attaccato: "Giovanni Toti ha proposto per il Consiglio di amministrazione di Palazzo Ducale Francesco Berti Riboli e Federica Messina, due candidati che non hanno alcuna competenza in ambito culturale ma che - probabilmente è questo il 'merito' - figurano tra i finanziatori delle campagne elettorali dello stesso Toti attraverso le loro società”.

La Commissione Bilancio di oggi ha visto l'approvazione delle nomine del Cda di Palazzo Ducale, passate con i voti favorevoli della maggioranza, quelli contrari dell'opposizione e l'astensione di Stefano Anzalone.

 

“Il profilo richiesto per la nomina nel Consiglio di amministrazione della più importante istituzione culturale della Liguria era 'esperto in materia culturale o amministrativa' – spiega Sansa -. Nei curricula di Berti Riboli e Messina la parola 'cultura' nemmeno compare. Non viene citata nessuna esperienza legata alla cultura. Niente”. “In compenso – aggiunge il consigliere regionale – il dottor Berti Riboli ci tiene a citare il suo ruolo di socio nel Tennis Club di Genova, nel Rotary Club, nel Circolo Tunnel e nel Golf Colline del Gavi. Federica Messina il suo passato da consigliere di amministrazione in una società del Gruppo Messina, quindi l'impresa di famiglia e da 'venditrice di gioielli' in un negozio. Non abbiamo niente contro i giocatori di golf né contro le venditrici di gioielli, ma ci chiediamo se siano i titoli giusti per entrare nel Consiglio di amministrazione di Palazzo Ducale”.

 

“Le nomine di Palazzo Ducale sono il tipico caso di quel malcostume tutto italiano di scrivere criteri molto ambigui per permettere di far entrare in istituzioni pubbliche le figure che più aggradano agli amministratori politici di turno – sottolinea il consigliere regionale della Lista Sansa, Roberto Centi - Il mio collega Sansa è stato molto bravo nell'evidenziare le decine di nomine di persone 'amiche' del centrodestra di Toti che in questi anni hanno avuto un ruolo in diversi consigli di amministrazione di istituzioni e società partecipate”. “Nello specifico di Palazzo Ducale, e di tutti gli enti culturali della nostra regione – aggiunge Centi – l'errore più grave è confondere la promozione delle reti culturali con il fare cultura. Palazzo Ducale deve fare cultura e nel suo Consiglio di amministrazione è giusto che siedano persone con i titoli per farla”.

 

“Vorremmo ancora aggiungere un dettaglio – conclude Ferruccio Sansa -. La società Villa Montallegro, di cui Berti Riboli è amministratore delegato dal 1993, secondo le cronache ha finanziato Toti nel 2020 e nel 2022. Sempre le cronache riportano che società del Gruppo Messina hanno invece finanziato il Comitato Toti con 50mila euro nel 2020. Insomma, su due consiglieri indicati da Toti entrambi vengono da società finanziatrici di Toti. Essere finanziatori di Toti e del centrodestra è un titolo richiesto per essere nominati dalla Regione a guidare Palazzo Ducale?".

Non è tardata la risposta da parte della Lista Toti: "Palazzo Ducale è certamente crocevia della cultura genovese, e non solo. È importante ai vertici vi siano persone competenti e professionisti esperti. Fin qui, nulla da eccepire all’idea del Consigliere Sansa, ma come al solito il proseguo delle affermazioni diviene 'mugugno' sterile. Pur di contestare qualsiasi proposta dalla maggioranza ed in particolare da Toti, ecco l’attacco a due dei membri del consiglio della Fondazione: Francesco Berti Riboli e Federica Messina, regolarmente eletti. E Sansa si vanta persino di aver parlato 2 ore in merito! In questo lungo tempo, ha analizzato le due figure professionali, dimenticandosi un particolare: un esperto d’arte, non necessariamente lo è di comunicazione o organizzazione, come un consigliere non lo è di selezione del personale. Sansa, per esempio, si è chiesto quali funzioni svolgessero Riboli e Messina all’interno delle proprie attività? E il fatto di lavorare per l’impresa di famiglia vuole forse dire non essere competente? Certo, un padre che è stato politico di un certo peso, non garantisce la stessa riuscita del figlio, ne siamo testimoni e ben consci. Ma è pur vero, che il valore può essere effettivo e superiore e quindi, nell’ottica della volontà di continuare nel tempo a valorizzare l’impresa, perché affidarsi ad esterni quando la professionalità 'è di casa'?I consiglieri sono stati selezionati in base a determinate caratteristiche, come il fatto di vivere a Genova e di essere capaci di fare sinergia e di essere persone adatte non solo in termini di conoscenza, ma di gestione e leadership. Quindi posta l’importanza della competenza artistica e culturale, che non è peraltro detto non appartenere alle passioni di Messina e Riboli, non potrebbero essere i due elementi chiave della scelta proprio la capacità di gestione e leadership? 

No, per Sansa non è possibile, meglio affidarsi a dietrologie inesistenti sugli aspetti economici dimenticando l’ottimo lavoro svolto a livello regionale dall’assessore alla cultura, Ilaria Cavo, guarda caso voluta proprio da Toti. Evidentemente, la scelta dei nomi proposti, è stata ponderata, ma si sa, le scelte facili sono il pane del centrosinistra che a parole decanta uguaglianza e possibilità per tutti, ma nella pratica è la prima a discriminare e boicottare".

Redazione


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