Centri trasfusionali liguri in difficoltà per mancanza di personale e per l'assenza di un sistema informatico unico. E' quanto ribadisce Gianni Pastorino, consigliere regionale e capogruppo di Linea Condivisa.
"Lo scorso lunedì - fa sapere Pastorino - ho proposto e ottenuto una Commissione Salute di Regione Liguria sulla complessa questione dei centri trasfusionali della nostra regione. Da tempo i centri trasfusionali liguri attraversano un momento di grande difficoltà. È necessario sottolineare come un buon funzionamento del centro trasfusionale rappresenti un punto nodale dei processi sanitari più importanti".
"In tutta questa vicenda ci sono condizioni oggettive che valgono per tutto il territorio nazionale, per esempio la mancanza di medici, poi ci sono condizioni di carattere regionale su cui credo sia necessario soffermarci. Tutti i centri trasfusionali sono in difficoltà per carenza di personale come si è registrato nei mesi scorsi in Asl 4 e Asl 3. Carenza di medici, carenza di tecnici, difficoltà nel reperire personale amministrativo, insomma una situazione che è diventata emergenziale e che ha prodotto, tra il 20 e il 30 luglio, la chiusura del centro trasfusionale di Asl 3 con l’intervento e il supporto del centro trasfusionale dell’Ospedale Policlinico San Martino".
"Durante l’audizione sono stati evidenziati i grandi problemi sulla questione: primo fra tutti il fatto che non esiste in Liguria un sistema informatico unico dei centri trasfusionali. Quindi, allo stato attuale, non è possibile avere una validazione a distanza delle operazioni trasfusionali, cosa che avviene, per esempio, tra Galliera e Gaslini ma non tra altre strutture. Si sottolinea come questo avvenga nelle regioni in cui l’organizzazione sanitaria è più avanzata, dalla Lombardia, all’Emilia Romagna alla Toscana", prosegue.
"Tutto questo fa il paio con la situazione informatica di Regione Liguria che, nonostante le dichiarazioni altisonanti della Giunta Toti, mostra drammaticamente segni di cedimento. La concezione è ancora quella dei “piccoli orticelli” dove non si è in grado di far fronte ai mutamenti normativi e alle difficoltà dovute alla carenza di personale. C’è, secondo me, un fatto emblematico: solo dopo la nostra richiesta di audizione, avvenuta due settimane prima di lunedì 7 novembre, con delibera 333 del 4-11-22, è stata evidenziata la necessità di elaborare un sistema informatico unico regionale per i centri trasfusionali. Direi che questo è sufficiente a dimostrare quanto sia indietro Regione Liguria rispetto a questo delicatissimo settore".
"Da troppo tempo in Liguria si ragiona solo sull’emergenza. Manca una programmazione a lungo termine con assunzioni del personale (che oggettivamente per alcune categorie è di difficile reperimento, vedi i medici) ma non si affrontano neppure le questioni organizzative. Nonostante le dichiarazioni di Toti e Alisa in questo campo, la situazione non cambia ormai da cinque anni: il personale continua a mancare e le strutture continuano ad essere in crisi".
"Inviterei il nuovo assessore alla Sanità Grattarola a non seguire l’esempio dei suoi colleghi con esternazioni mediatiche, ipotesi di lavoro su telemedicina usata spesso per pubblicità ma non tesa a migliorare la condizione delle persone e infine il nuovo Assessore dovrebbe imporre ad Alisa, alle Asl e a Liguria Digitale la realizzazione di una rete, web e non, tra i vari e molteplici soggetti che operano in Liguria, Asl ed enti ospedalieri, in coerenza con le norme che regolano per esempio il settore trasfusionale", conclude.