Eventi - 25 novembre 2022, 07:25

'Ritornerai': al Teatro Govi uno spettacolo per combattere la violenza con il linguaggio universale della musica

Ideato da Monica Rossi, lo spettacolo racconta la storia di un femminicidio tra grandi classici della canzone italiana e teatro, per sensibilizzare il pubblico e far riflettere

Uno spettacolo culturale, musicale e sociale, un nuovo modo di parlare di violenza e femminicidio: “Ritornerai” andrà in scena al Teatro Govi di Genova Bolzaneto venerdì 25 novembre alle ore 21. 

Nella giornata dedicata alla sensibilizzazione su questi temi i dati raccolti confermano una situazione allarmante: secondo le elaborazioni dell'Ufficio Economico Cgil Genova e Liguria su dati Istat, le chiamate valide al 1522 in Liguria sono state 636 nel 2021, di queste 590 effettuate da donne, di cui 546 italiane. E se in questi giorni attirare ancora una volta l’attenzione su questi temi è importante, provare a farlo utilizzando il linguaggio universale della musica è necessario.

Monica Rossi insieme ai musicisti del Monica Rossi Project affronta il tema del femminicidio con uno spettacolo in cui una voce narrante, quella di Ivaldo Castellani, direttore artistico del Teatro Govi, accompagnerà le musiche di Roberto Raneri al pianoforte e di Andy Bono e Paolo Donnini alle chitarre, con protagonista vocale la stessa artista.

“‘Ritornerai’ vuole dare speranza, far riflettere, aprire gli occhi sul tema della violenza” ci spiega l’ideatrice del progetto, musicista e cantante Monica Rossi. “Non parliamo solo dei casi che finiscono sulle prime pagine dei giornali, ci sono tante forme di violenza e spesso sono più vicine a noi di quanto pensiamo. Io stessa ho subito violenza, in passato. È uno spettacolo che non vuol mettere le donne contro gli uomini , ma eliminare la differenza di genere. Le donne spesso sono più facilmente vittime, ma non sono le uniche. Lo scopo è quello di portare a riflettere persone che magari non si erano mai soffermate su questi temi: una delle soddisfazioni più grandi è ricevere riscontri positivi da parte degli uomini che assistono allo spettacolo. Le donne spesso ringraziano, ma in qualche modo negli ultimi anni qualcosa è cambiato anche dal punto di vista maschile, anche se siamo ancora a livelli difficili, c’è tanta ipocrisia quando si parla di questi argomenti”.  

“La storia è ambientata nel periodo del lockdown: una donna conosce un uomo online, iniziano a frequentarsi e a vivere insieme ma, dopo il primo periodo felice, iniziano i problemi, in una escalation che arriva al femminicidio. La storia viene raccontata da una voce narrante, che consente al pubblico di immaginare le situazioni proposte, i passaggi tra una fase e l’altra della relazione, proprio come quando si legge un libro. Lo spettatore è quindi partecipe, attivo, non come quando si trova davanti a un film. Ci sono poi le canzoni: si comincia con storie d’amore come ‘Una lunga storia d’amore’, arrivando poi a ‘Gli uomini non cambiano’ e proseguendo con ‘Ballata triste’ e ‘Colpo di pistola’ seguendo così l’evoluzione distruttiva del rapporto di coppia. L’ultimo pezzo è ‘Ritornerai’ di Bruno Lauzi, da cui prende il titolo lo spettacolo. È proprio il ‘carnefice’ che alla fine della storia, dopo aver compiuto i suoi gesti di violenza, ripensa alla relazione e pensa che la donna ritornerà da lui e continueranno a stare insieme. Nella versione che proporremo al Teatro Govi ci saranno dei ballerini di tango della scuola Tangodoy e l’insegnante argentina Romina Godoy: le coreografie creano un’atmosfera sensuale, di unione profonda tra i ballerini sul palco”. 

Al termine dello spettacolo ci sarà poi modo di dialogare con esperti e professionisti che si occupano del tema della violenza sotto vari aspetti: ci saranno Alessandra Volpe, consigliera di Parità della Città metropolitana di Genova, Igor Dante, avvocato penalista e cassazionista di UNAVI, Paola Balocco, psicoterapeuta UNAVI, Gabriella De Filippis, vicepresidente della Consulta Femminile, Silvia Baudrino, Psicologa White Dove. 

“Vogliamo dare la possibilità di dare spunti di riflessione e aiutare le persone che possono aver bisogno di sostegno per fronteggiare situazioni di difficoltà: voglio far capire che non è possibile mettere la testa sotto la sabbia, come fanno gli struzzi, per non vedere e non sentire, ma è necessario fare qualcosa e non solo nei giorni dedicati alla sensibilizzazione su questi temi”. 

Monica segue il progetto con passione e dedizione, pur non essendo il suo principale mestiere: “Faccio l’impiegata, ho un altro lavoro, ma la musica è sempre stata la mia passione fin da quando ero una bambina.  Sono di origine emiliana e già a 6 anni strimpellavo e ballavo il liscio, poi ho frequentato una scuola di musica e andavo in giro a far serate musicali. Crescendo ho avuto qualche problema di salute a livello familiare, ho dovuto mettere da parte il canto e la musica, e poi ho ripreso dopo quasi 20 anni a suonare in un gruppo per poi arrivare, dopo il covid, a questo progetto. In casa durante il lockdown ho fatto delle dirette su Facebook e una volta alla settimana ho fatto musica sul terrazzo per i vicini. 

Mi sono poi lanciata in questo progetto insieme ad altri musicisti, che sono amici e che credono molto in questo progetto e che ringrazio per la loro costanza in questo impegno. Non è facile portare avanti lo spettacolo, cerchiamo aiuti e sovvenzioni per continuare a proporlo e a farlo crescere, e vorrei vederlo evolvere, possiamo fare ancora tanto: una delle idee è quella di idearne una versione spagnola”.

Al termine della serata verrà offerta al pubblico una degustazione di focaccia, offerta da un cittadino di origine marocchina che ha deciso di regalare a Monica e al suo spettacolo un piccolo gesto di sostegno e solidarietà, pur non conoscendola direttamente. “È un gesto che davvero mi ha scaldato il cuore, spero di riuscire a incontrare questa persona e di poterla ringraziare. Ho intenzione di andare avanti in questo progetto anche per questa ragione: arrivare al cuore delle persone".