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Municipio Ponente | 28 novembre 2022, 16:50

Pegli, ancora nessuna ordinanza per limitare i camion in Val Varenna

I mezzi pesanti transitano in zone molto pericolose e non sono stati introdotti né le nuove fasce orarie né il limite massimo di velocità. Interpellanza da parte della consigliera del Pd Cristina Lodi

Pegli, ancora nessuna ordinanza per limitare i camion in Val Varenna

A che punto siamo con l’ordinanza che possa regolamentare il transito dei mezzi pesanti in Val Varenna a Pegli, specialmente nella zona della scuola materna, dove i camion passano davanti al cancello senza la protezione di alcun marciapiede? Sul tema arriva l’interpellanza da parte della consigliera comunale del Partito Democratico, Cristina Lodi, che è stata resa edotta delle varie problematiche e che ha deciso di riportare la questione in Sala Rossa all’interno di una discussione più approfondita (e si spera anche utile) rispetto a un’interrogazione a risposta immediata.

L’interpellanza di Cristina Lodi, la numero 66/2022, è stata depositata questa mattina e verrà discussa in una delle prossime sedute a Palazzo Tursi. La consigliera ricorda che “in risposta scritta all’interrogazione urgente dell'allora capogruppo Alessandro Terrile, il 22 gennaio 2022, veniva annunciato uno studio al fine di adottare misure di contenimento del disagio sia per la popolazione sia per le attività produttive della Val Varenna, vista la situazione immodificata del traffico di mezzi pesanti. Questo studio annunciava un’ordinanza di limitazione alla circolazione”.

Nell’interpellanza di Cristina Lodi vengono anche riassunti i criteri che si sarebbero dovuti adottare: “Si dovevano integrare al divieto di transito per i veicoli di larghezza superiore a due metri, oltre alle attuali fasce (dalle 8 alle 9 e dalle 16 alle 16,30) anche le fasce orarie di pranzo (dalle 11,50 alle 12 e dalle 13,50 alle 14) e si dovevano valutare le conseguenze del disagio creato dai mezzi d’opera che conferiscono alle tre cave presenti in valle, nonché ai proprietari stessi delle cave. Inoltre, rispetto all’attuale ordinanza e le precedenti, era in valutazione il limite massimo di velocità di 30 chilometri orari a tutti i veicoli in prossimità della scuola e non solo a quelli di categoria N (adibiti al trasporto merci), vista la struttura stradale della valle e il numero di autorizzazioni in deroga che non devono essere ampliate e anzi devono essere controllate. Nel provvedimento era stata identificata puntualmente la collocazione dei divieti, garantendo ai veicoli inferiori ai due metri, durante il periodo di divieto dei veicoli di larghezza superiore ai due metri, la circolazione in sicurezza, evitando manovre in senso vietato contromano per superare i mezzi d’opera fermi per il divieto a fasce orarie”.

Inoltre, si intendeva istituire il distanziamento minimo obbligatorio di trenta metri per autotreni, autoarticolati, autosnodati, in modo tale da evitare i convogli, che si sarebbero generati al momento della riapertura al transito al di fuori delle fasce orarie di divieto; si intendeva estendere in tutta la Val Varenna il divieto di transito per mezzi avente larghezza superiore ai 2,20 metri per dare continuità a quello attualmente in vigore di via Opisso.

Già ai tempi, veniva osservato che “i punti dolenti delle vigenti ordinanze di limitazione alla circolazione in Val Varenna sono il mancato controllo e le continue autorizzazioni in deroga. È essenziale per il rispetto delle norme che saranno emanate che il transito in deroga sia considerato solo eccezionale e non, come oggi, la norma. Un efficace controllo dell’applicazione delle norme potrà essere conseguito solo mediante l’attivazione di apposita telecamera a valle, sulla scorta di quanto già operativo in altri quartieri, ad esempio Borzoli. Inoltre, il rispetto della zona 30 in prossimità della scuola materna ‘Le Pratoline’ rischia di essere lettera morta se non accompagnata da appositi dissuasori di velocità, come cordoli rialzati. Ed è auspicabile che il distanziamento minimo tra i mezzi pesanti sia non superiore ai 40 metri”.

Eppure, “da gennaio 2022 - sostiene Cristina Lodi - la situazione non sembra essersi modificata e l’ordinanza non sembra essere stata ancora emessa. Per questo interpello il Sindaco e la Giunta per sapere, punto per punto, la situazione della stesura e dell’approvazione dell’ordinanza annunciata a inizio 2022”.

Nel frattempo, è sempre più difficile anche la coesistenza tra insediamenti industriali e abitazioni, nella parte alta di via Cassanello, sempre a Pegli. Questi cittadini, che stanno ancora aspettando di conoscere quali danni ambientali sono stati causati dallo sversamento dei depositi Eni nel torrente Varenna di qualche settimana fa, con oltre quattromila litri di idrocarburi che sono terminati nel corso d’acqua, devono battagliare quotidianamente con la mancanza di parcheggi, con i rumori, con il degrado, con i conferimenti non corretti della spazzatura e con una situazione di viabilità che definire pericolosa è un eufemismo. Della questione si è occupato il consigliere comunale della Lista RossoVerde, Filippo Bruzzone, ma ci sono stati diversi sopralluoghi anche da parte del presidente del Municipio VII Ponente, Guido Barbazza, e dei suoi colleghi assessori municipali e consiglieri municipali delegati.

Alberto Bruzzone


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